martedì 4 ottobre 2011

Sciiti


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Mausoleo di Ali, Najaf

(Da: repubblica.it)



Sono diverse sette islamiche sostenitrici del diritto di Ali al califfato, dopo la morte di Maometto. Morto Maometto, Ali rivendicò il suo diritto alla successione, ma il potere era già in mano agli "amici del Profeta", che vinsero. Dopo varie lotte per il potere Ali fu ucciso da un karigita nel 661. I suoi seguaci continuarono la sua opera e rivendicarono il diritto alla successione per i suoi discendenti. Col tempo la setta si caratterizzò con una progressiva religiosità e divenne una vera idelogia. Gli sciiti subirono persecuzioni dagli Omayyadi e dagli Abbasidi.
L'imam era un'intermediario di salvezza, nel movimento è chiara la contrapposizione fra imam e califfo: il primo custodiva tutto il retaggio religioso del Profeta e quindi dirigeva il mondo musulmano religioso e politico; il secondo rappresentava l'immissione nel mondo islamico di pratiche politiche violente e una decadenza dei valori religiosi, quindi non poteva pretendere di dirigere i fedeli musulmani. Questa rigida posizione procurò agli sciiti continue persecuzioni. Gli sciiti non permettevano matrimoni misti e avevano feste proprie e proprie preghiere. Nel tempo si divisero in diversi movimenti. Gli sciiti hanno prodotto una letteratura teologica immensa, il centro di questo movimento religioso e culturale fu la Persia, dove erano molto numerosi e compatti e dove esercitavano una grande influenza sulla vita del Paese.


 

8 commenti:

  1. Qualsiasi credenza che diventa 'estremistica' mi fa' paura .... anche il Cristianesimo stesso . C'e' da dire che questo tipo di religioni estremamente osservanti (tutte) trovano terreno fertile nei momenti di depressione economica ..... come se diventare piu' praticanti risolvesse i problemi di malessere quotidiano

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  2. Qualsiasi credenza che diventa 'estremistica' mi fa' paura .... anche il Cristianesimo stesso . C'e' da dire che questo tipo di religioni estremamente osservanti (tutte) trovano terreno fertile nei momenti di depressione economica ..... come se diventare piu' praticanti risolvesse i problemi di malessere quotidiano

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  3. Qualsiasi credenza che diventa 'estremistica' mi fa' paura .... anche il Cristianesimo stesso . C'e' da dire che questo tipo di religioni estremamente osservanti (tutte) trovano terreno fertile nei momenti di depressione economica ..... come se diventare piu' praticanti risolvesse i problemi di malessere quotidiano

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  4. Qualsiasi credenza che diventa 'estremistica' mi fa' paura .... anche il Cristianesimo stesso . C'e' da dire che questo tipo di religioni estremamente osservanti (tutte) trovano terreno fertile nei momenti di depressione economica ..... come se diventare piu' praticanti risolvesse i problemi di malessere quotidiano

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  5. @ ZENITeNADIR: Le religioni sono la speranza e la consolazione dei popoli, di qualunque ceto sociale. Ma la religione deve rimanere tale, senza interferire con lo Stato, che ha necessità diverse. Quando una religione diventa anche potere di Stato perde il suo significato e, spesso, diventa prevaricazione. La religiosità deve essere libera, altrimenti non ha ragione di essere.

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  6. @ ZENITeNADIR: Le religioni sono la speranza e la consolazione dei popoli, di qualunque ceto sociale. Ma la religione deve rimanere tale, senza interferire con lo Stato, che ha necessità diverse. Quando una religione diventa anche potere di Stato perde il suo significato e, spesso, diventa prevaricazione. La religiosità deve essere libera, altrimenti non ha ragione di essere.

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  7. @ ZENITeNADIR: Le religioni sono la speranza e la consolazione dei popoli, di qualunque ceto sociale. Ma la religione deve rimanere tale, senza interferire con lo Stato, che ha necessità diverse. Quando una religione diventa anche potere di Stato perde il suo significato e, spesso, diventa prevaricazione. La religiosità deve essere libera, altrimenti non ha ragione di essere.

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  8. @ ZENITeNADIR: Le religioni sono la speranza e la consolazione dei popoli, di qualunque ceto sociale. Ma la religione deve rimanere tale, senza interferire con lo Stato, che ha necessità diverse. Quando una religione diventa anche potere di Stato perde il suo significato e, spesso, diventa prevaricazione. La religiosità deve essere libera, altrimenti non ha ragione di essere.

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