
(Da: carlocasale.it)
La Cina ci salverà. Ha già il 4% del nostro debito, ma potrebbe anche detenerne il 10%. In Italia un cinese su tre ha fondato un'attività imprenditoriale, difatti su 150mila cinesi presenti ben 54mila hanno aperto un'attività. Il cinese mandarino è parlato da 850milioni di persone ed è la lingua più utile per affrontare il mondo del business, seguita dal francese, dall'arabo e dallo spagnolo. Alla faccia di chi dice che dobbiamo sapere per forza l'inglese...
Ben 5 università cinesi sono ai vertici come migliori atenei del mondo e ogni anno la Bocconi manda in Cina 200 studenti, mentre la Sapienza ne manda 20. Paese di inventori, nel 2009 sono stati registrati 240mila brevetti, secondi solo agli Usa. Nonostante sia il Paese che inquina di più al mondo, ha investito nel 2011 ben 149miliardi di euro in energie pulite. Il 60% dei cinesi ricchi va a vivere all'estero, boom di turisti: 32milioni all'anno in giro per il mondo. A quanto ammontano le loro riserve di fondi sovrani? Si stimano 3200 miliardi di dollari.
Il lungo occhio della Cina si è posato anche sull'Africa, possiede milioni di ettari di terra, in questo Continente, poi pozzi di petrolio, miniere di platino, di diamanti e di rame. Finanzia infrastrutture e progetti di sviluppo e il suo giro d'affari vale circa 102miliardi di dollari l'anno.
In cambio dei diritti di estrazione, in Guinea nel 2009 è partito un piano di infrastrutture che vale 7miliardi di dollari; in Sudan si è aggiudicata il 60% del petrolio estratto e in cambio ha costruito una diga sul Nilo (700milioni di dollari); investimento cinese anche in Nigeria: per aggiudicarsi il 45% del greggio da estrarre sono stati spesi 8,2miliardi all'anno nelle infrastrutture; in Congo sono stati acquistati due milioni di ettari di terra destinati alla coltivazione delle palme per ricavarne biocarburante e i diritti dell'estrazione del rame in cambio di infrastrutture (valore: 9miliardi di dollari); protezione al dittatore Mugabe in Zimbabwe in cambio dello sfruttamento delle miniere di platino e di diamanti (valore dell'investimento: 1miliardo di dollari all'anno); il 20% dell'economia dello Zambia è in mano alla Cina, ha comprato 2milioni di ettari di terra destinata a pascolo o coltivabile, poi c'è l'estrazione del rame che vale oltre 350milioni di dollari.
Ma casa mia, sarà davvero mia? 
venerdì 30 settembre 2011
Giallo shopping
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azz! Il problema delle grandi economie nascenti e' riuscire a mantenere la ricchezza acquisita. Mi spiego meglio: Prima della Cina era partito il Giappone ..... grande boom economico fondato soprattutto sullo sfruttamento della propria mano d'opera (salari bassissimi e orari di lavoro interminabili). Aveva commesse da tutto il mondo e in pochi anni ha fatto passi da gigante. Quando il costo del lavoro e' iniziato a salire, lo sguardo mondiale si e' rivolto verso la Cina ..... Paese ancora sfruttabile . In questo momento l'economia cinese e' molto trainante e 'il soldo' gira come hai ben descritto nel post. Loro ben sanno che altri Paesi come India e Corea sono pronti a lanciarsi sul mercato a suon di concorrenza di costi..... si stara' a vedere se i Cinesi riusciranno a usare intelligentemente questo momento facendo investimenti a lungo raggio in maniera di rimanere 'a galla' anche nel prossimo futuro
RispondiEliminaazz! Il problema delle grandi economie nascenti e' riuscire a mantenere la ricchezza acquisita. Mi spiego meglio: Prima della Cina era partito il Giappone ..... grande boom economico fondato soprattutto sullo sfruttamento della propria mano d'opera (salari bassissimi e orari di lavoro interminabili). Aveva commesse da tutto il mondo e in pochi anni ha fatto passi da gigante. Quando il costo del lavoro e' iniziato a salire, lo sguardo mondiale si e' rivolto verso la Cina ..... Paese ancora sfruttabile . In questo momento l'economia cinese e' molto trainante e 'il soldo' gira come hai ben descritto nel post. Loro ben sanno che altri Paesi come India e Corea sono pronti a lanciarsi sul mercato a suon di concorrenza di costi..... si stara' a vedere se i Cinesi riusciranno a usare intelligentemente questo momento facendo investimenti a lungo raggio in maniera di rimanere 'a galla' anche nel prossimo futuro
RispondiEliminaazz! Il problema delle grandi economie nascenti e' riuscire a mantenere la ricchezza acquisita. Mi spiego meglio: Prima della Cina era partito il Giappone ..... grande boom economico fondato soprattutto sullo sfruttamento della propria mano d'opera (salari bassissimi e orari di lavoro interminabili). Aveva commesse da tutto il mondo e in pochi anni ha fatto passi da gigante. Quando il costo del lavoro e' iniziato a salire, lo sguardo mondiale si e' rivolto verso la Cina ..... Paese ancora sfruttabile . In questo momento l'economia cinese e' molto trainante e 'il soldo' gira come hai ben descritto nel post. Loro ben sanno che altri Paesi come India e Corea sono pronti a lanciarsi sul mercato a suon di concorrenza di costi..... si stara' a vedere se i Cinesi riusciranno a usare intelligentemente questo momento facendo investimenti a lungo raggio in maniera di rimanere 'a galla' anche nel prossimo futuro
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Mi pare che siano partiti col piede giusto. Non si sono limitati al loro "orticello" ma si sono subito mossi per comprare anche gli orti degli altri. Con guadagni faraonici. Proprio come abbiamo fatto noi italiani quando c'era il "boom economico"...
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Mi pare che siano partiti col piede giusto. Non si sono limitati al loro "orticello" ma si sono subito mossi per comprare anche gli orti degli altri. Con guadagni faraonici. Proprio come abbiamo fatto noi italiani quando c'era il "boom economico"...
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Mi pare che siano partiti col piede giusto. Non si sono limitati al loro "orticello" ma si sono subito mossi per comprare anche gli orti degli altri. Con guadagni faraonici. Proprio come abbiamo fatto noi italiani quando c'era il "boom economico"...
RispondiElimina@ Grazie Gemisto, buon week end!
RispondiElimina@ Grazie Gemisto, buon week end!
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