
(Da: fido.dirick.com)
Arzo, un paesino di mille abitanti a dieci minuti dal confine italiano, nel Canton Ticino. Vi è una clinica in fondo alla strada principale: Cross Research- Clinical Unit, si chiama.
Pochi chilometri più avanti ce n'è un'altra.
Cercano cavie umane per sperimentare nuovi farmaci, la cosiddetta "fase uno", quella in cui prima di verificare l'efficacia del principio attivo, se ne valutano sicurezza e metabolismo.
Ogni anno, su circa 500 volontari, circa 400 sono italiani, oltre l'85%. Il ruolo di cavia è una pratica del tutto legale.
Tutti lo fanno per soldi, ancor più in questo momento di crisi economica. Qui ogni ricovero è ben pagato: circa 600 euro per trascorrere due notti in clinica. C'è la giovane mamma disoccupata col marito operaio, l'architetto in stage non retribuito da due anni, l'avvocato che lo fa da anni. Molti lo considerano un secondo lavoro. Si può fare ogni quattro mesi, per legge di più non si può. Questo significa un'entrata extra di 2/3mila euro l'anno.
Dopo 24 ore e sedici prelievi di sangue si lascia la clinica. L'infermiere restituisce le chiavi dell'auto, sequestrate a tutti all'arrivo, e dà un foglio che raccomanda di portare con sè nei giorni seguenti: "Il possessore della presente tessera sta partecipando alla sperimentazione clinica n. CRK-ST-250, regolarmente autorizzata dalle autorità del Canton Ticino. In caso di ricovero in ospedale vi preghiamo di contattare i medici responsabili ai seguenti recapiti..."
giovedì 4 agosto 2011
Un esercito di cavie umane
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quasi quasi ... so' contenta! Lo trovo un lavoro come un altro , fatto in base a una libera scelta ..... non come le cavie animali. (tanto per intenderci ). Non penso che i ricoverati siano esposti a un rischio eccessivo per la loro salute ..... forse molto meno di chi decide di passare un sabato sera tra alcol e droghe .
RispondiEliminaquasi quasi ... so' contenta! Lo trovo un lavoro come un altro , fatto in base a una libera scelta ..... non come le cavie animali. (tanto per intenderci ). Non penso che i ricoverati siano esposti a un rischio eccessivo per la loro salute ..... forse molto meno di chi decide di passare un sabato sera tra alcol e droghe .
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Può essere. Ciò non toglie che è triste ...
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Può essere. Ciò non toglie che è triste ...
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