lunedì 8 agosto 2011

Reggio Emilia col turbante


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Gurdwara di Novellara
(Da: milleorienti.com)



Novellara, vicino a Reggio Emilia, un paese di 14mila anime. Un quinto di queste sono sikh, chiamati da qualcuno "indiani dal turbante". In uno spiazzo dell'area commerciale c'è il Gurdwara, il tempio sikh più celebre d'Italia. Ogni giorno accoglie centinaia di fedeli che qui mangiano, pregano e seguono le regole di una religione che unisce sacrificio, compassione e spiritualità. Ogni anno, in primavera, si celebra il sacramento più importante: il Vaisakhi. E' il grande momento della dottrina sikh. Vi confluiscono diecimila persone, uomini con lunghe barbe (kesh), pantaloni al ginocchio (kachera) e un bracciale all'avambraccio (kara), questo bracciale di ferro racchiude l'unità di dio e del genere umano. Sotto al turbante portano un pettine (kangha) che raccoglie i lunghi capelli, sotto le vesti un pugnale ricurvo (kirpan). Sono le cinque K, i segni della fede dei sikh: "Meditate costantemente sul Nome, lavorate con impegno, dividete con gli altri ciò che quadagnate". E' il messaggio del guru Nanak, fondatore del sikhismo, nato la metà del XV secolo e precursore di tutti gli altri guru che fino al 1708 hanno costruito le fondamenta di questa religione, nel Punjab indiano. In quella terra vi sono 19milioni di fedeli, molti sono partiti insediandosi in alcune zone. Novellara conserva una delle comunità più radicate che custodisce una storia italiana di unità. Fra italiani e indiani la convivenza è totale. "Dividete con gli altri", è l'ultima parte dell'insegnamento del guru Nanak: ogni gesto segue questa missione. Essere sikh  è anche sentirsi una famiglia.
L'ospitalità è una delle ossature dei sikh. Il tempio è aperto anche a chi non è sikh. 
Ospitalità, ma anche disciplina, la preghiera alla mattina per cinque volte, alla sera una, e una prima di dormire. Non si mangiano carne e uova, proibiti alcol e adulterio, nessun privilegio di casta. Soprattutto il dovere di prestare servizio per la comunità per il piacere di farlo.
Chi non è battezzato non ha l'obbligo di osservare le cinque K, battezzarsi è una libera scelta, c'è chi non lo fa semplicemente perchè non riesce a rinunciare all'alcool o alle piccole trasgressioni quotidiane. La gentilezza i sikh la mettono ovunque, la sua gente è amata dagli imprenditori italiani perchè sono persone affidabili e etiche nel lavoro. 
Uno dei più grandi fondamenti lasciati dai dieci Guru è quello che non ci sono differenze tra gli esseri umani, non di casta, non di razza nè di sesso. 
La famiglia suggerisce il futuro marito, alle ragazze, e dopo un incontro si formalizza l'unione solo se a entrambi va bene, il sikhismo è contro le gerarchie e le differenze sociali.
Il turbante è il segno dell'identità sikh ma anche il modo per ringraziare, indica il legame con dio. La grande festa del Vaisakhi celebra l'uguaglianza. Inizia con la preghiera nel piazzale, qui si compie il lavaggio del Nishan Sahib, un palo di metallo vestito da una tunica arancio, in cima sventola lo stemma dei sikh. La voce dall'interno del tempio passa negli altoparlanti e recita una formula in Punjabi che finisce con "Sat Sri Akal" (Lui è la verità ultima). La folla si accalca intorno al Nishan Sahib e lo spoglia della tunica. Due uomini portano il latte sacro e lo rovesciano sul metallo del Nishan Sahib. Le mani lo lavano. Un carro porterà il libro sacro, sarà in testa al corteo che invaderà Novellara dopo il pranzo comune.
"La solitudine è vinta, la paura è vinta, il dolore è vinto perchè diventa di tutti e si trasforma". Il Nishan Sahib è asciugato e rivestito e issato di nuovo.
Gli uomini sono tutti uguali. Accetta quello che ti viene dato. Dividi con gli altri. Preparati a vedere dio in ogni cosa, e a capire che il dio degli altri è anche tuo.
 

12 commenti:

  1. Le ultime due righe, nella loro disarmante semplicità, sono il segreto che se condiviso da ogni uomo regalerebbero all'umanità un mondo di pace....utopia!

    C'è una comunità di Sikh abbastanza nutrita anche nella bassa pianura orobica : sono ricercatissimi nelle aziende agricole perchè sotto la loro cura le mucche da latte producono mooooolto di più!

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  2. Le ultime due righe, nella loro disarmante semplicità, sono il segreto che se condiviso da ogni uomo regalerebbero all'umanità un mondo di pace....utopia!

    C'è una comunità di Sikh abbastanza nutrita anche nella bassa pianura orobica : sono ricercatissimi nelle aziende agricole perchè sotto la loro cura le mucche da latte producono mooooolto di più!

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  3. Le ultime due righe, nella loro disarmante semplicità, sono il segreto che se condiviso da ogni uomo regalerebbero all'umanità un mondo di pace....utopia!

    C'è una comunità di Sikh abbastanza nutrita anche nella bassa pianura orobica : sono ricercatissimi nelle aziende agricole perchè sotto la loro cura le mucche da latte producono mooooolto di più!

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  4. .... forse diro' un'eresia, ma i principi Sikh sono uguali a quelli del Cattolicesimo , l'unica differenza e' che loro li mettono in pratica mentre noi ce ne infischiamo altamente ( a partire dal predicatore per finire col credente) . Queste persone hanno tutto il mio rispetto!

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  5. .... forse diro' un'eresia, ma i principi Sikh sono uguali a quelli del Cattolicesimo , l'unica differenza e' che loro li mettono in pratica mentre noi ce ne infischiamo altamente ( a partire dal predicatore per finire col credente) . Queste persone hanno tutto il mio rispetto!

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  6. .... forse diro' un'eresia, ma i principi Sikh sono uguali a quelli del Cattolicesimo , l'unica differenza e' che loro li mettono in pratica mentre noi ce ne infischiamo altamente ( a partire dal predicatore per finire col credente) . Queste persone hanno tutto il mio rispetto!

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  7. @ Sontyna: Da quel che leggo, sono bravissimi lavoratori. Qui, nel Centro Italia, non se ne vedono. Tutto quell'amore che ci mettono, dà per forza buoni frutti. Magari la nostra gente fosse così! Utopia, difatti.

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  8. @ Sontyna: Da quel che leggo, sono bravissimi lavoratori. Qui, nel Centro Italia, non se ne vedono. Tutto quell'amore che ci mettono, dà per forza buoni frutti. Magari la nostra gente fosse così! Utopia, difatti.

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  9. @ Sontyna: Da quel che leggo, sono bravissimi lavoratori. Qui, nel Centro Italia, non se ne vedono. Tutto quell'amore che ci mettono, dà per forza buoni frutti. Magari la nostra gente fosse così! Utopia, difatti.

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  10. @ ZENITeNADIR: I nostri cattolici praticanti, la massa intendo, credono che i loro doveri si limitino ad andare alla messa, ad offrire l'obolo, a confessarsi e a fare la Comunione. Punto. Sono convinti così di meritare ampiamente il Paradiso, anche se poi nella vita quotidiana sono dei gran egoisti. Non sanno pensare che a se stessi e non mettono in pratica un bel nulla. La religione è come la politica: devi razzolare come predichi, altrimenti sei un falso opportunista.

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  11. @ ZENITeNADIR: I nostri cattolici praticanti, la massa intendo, credono che i loro doveri si limitino ad andare alla messa, ad offrire l'obolo, a confessarsi e a fare la Comunione. Punto. Sono convinti così di meritare ampiamente il Paradiso, anche se poi nella vita quotidiana sono dei gran egoisti. Non sanno pensare che a se stessi e non mettono in pratica un bel nulla. La religione è come la politica: devi razzolare come predichi, altrimenti sei un falso opportunista.

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  12. @ ZENITeNADIR: I nostri cattolici praticanti, la massa intendo, credono che i loro doveri si limitino ad andare alla messa, ad offrire l'obolo, a confessarsi e a fare la Comunione. Punto. Sono convinti così di meritare ampiamente il Paradiso, anche se poi nella vita quotidiana sono dei gran egoisti. Non sanno pensare che a se stessi e non mettono in pratica un bel nulla. La religione è come la politica: devi razzolare come predichi, altrimenti sei un falso opportunista.

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