martedì 9 agosto 2011

La corsa all'oro nero


Image and video hosting by TinyPic
(Da: informarexresistere.fr)



Tornano all'attacco le compagnie petrolifere. Nei nostri mari le estrazioni sono aumentate del 13% e sono stati concessi 21 permessi di ricerca di idrocarburi dalla scorsa estate. Il Parlamento sta discutendo un disegno di legge per semplificare l'iter delle trivellazioni.
Due, in particolare, le aree a rischio trivella: le isole Egadi, in Sicilia, con 5 richieste di esplorazione, oltre alle 6 già accordate, della Shell, e le Tremiti, in Puglia. L'Italia conviene perchè le nostre royalties, cioè le tasse che le compagnie pagano al Paese per trivellare, sono basse: in Gran Bretagna si paga dieci volte di più.
Da noi, un incidente avrebbe conseguenze drammatiche: il Mediterraneo è un mare chiuso, una chiazza come quella della Bp coprirebbe tutto l'Adriatico, da Trieste al Salento.
Il settore estrattivo farebbe risparmiare all'Italia 4miliardi di euro l'anno nelle importazioni di greggio, stima l'Assomineraria, creando 34mila posti di lavoro. Il curatore del dossier di Legambiente Stefano Ciafani controbatte che è troppo poco, in confronto ai vantaggi delle rinnovabili che dal 2005, quando sono stati introdotti gli incentivi al fotovoltaico, ne hanno prodotti 150mila. Tra l'altro l'Italia ha una riserva petrolifera di 187milioni di tonnellate di petrolio, che ci garantirebbero un'autonomia per soli 30 mesi. Vale la pena di ipotecare il nostro futuro per così poco?

AREE A RISCHIO

- Piattaforme a mare: Civitanova Marche (2 piattaforme); Vasto (3 piattaforme); Gela (totale di 4 piattaforme)
- Pozzi a terra: fra Milano e Novara; fra Mantova e Modena; Campobasso, Frosinone, Potenza, Matera,Ragusa, Caltanissetta
- Aree marine a rischio di future trivellazioni: coste vicino a Civitanova Marche (2 aree), Vasto (14 aree), Puglia (9 aree), Calabria ionica (12 aree), Sud Sicilia (35 aree), Cagliari (1 area), Oristano (2 aree) e isole toscane (1 area).


 

6 commenti:

  1.  Ecco bel problema . E' difficile stabilire se vale la pena rischiare; pero' mentre per l'energia utilizzabile in casa o nelle industrie si puo' sostituire il nucleare con le alternative, per il petrolio, visto come 'madre' per l'autotrazione, ancora nessun progetto ecologico e' veramente serio . Diro' di piu', che se inventassero adesso una soluzione diversa da benzina o gasolio si impiegherebbe minimo vent'anni per sostituire tutto il parco circolante . Gia' siamo a rischio cosi' ..... spero non trivellino oltre

    RispondiElimina
  2.  Ecco bel problema . E' difficile stabilire se vale la pena rischiare; pero' mentre per l'energia utilizzabile in casa o nelle industrie si puo' sostituire il nucleare con le alternative, per il petrolio, visto come 'madre' per l'autotrazione, ancora nessun progetto ecologico e' veramente serio . Diro' di piu', che se inventassero adesso una soluzione diversa da benzina o gasolio si impiegherebbe minimo vent'anni per sostituire tutto il parco circolante . Gia' siamo a rischio cosi' ..... spero non trivellino oltre

    RispondiElimina
  3.  Ecco bel problema . E' difficile stabilire se vale la pena rischiare; pero' mentre per l'energia utilizzabile in casa o nelle industrie si puo' sostituire il nucleare con le alternative, per il petrolio, visto come 'madre' per l'autotrazione, ancora nessun progetto ecologico e' veramente serio . Diro' di piu', che se inventassero adesso una soluzione diversa da benzina o gasolio si impiegherebbe minimo vent'anni per sostituire tutto il parco circolante . Gia' siamo a rischio cosi' ..... spero non trivellino oltre

    RispondiElimina
  4. @ ZENITeNADIR: Come già detto, il Mediterraneo è un mare chiuso. Non possiamo considerarlo e trattarlo come un oceano. Se ci saranno guai, saranno devastanti. Non puoi trivellare in una bagnarola.

    RispondiElimina
  5. @ ZENITeNADIR: Come già detto, il Mediterraneo è un mare chiuso. Non possiamo considerarlo e trattarlo come un oceano. Se ci saranno guai, saranno devastanti. Non puoi trivellare in una bagnarola.

    RispondiElimina
  6. @ ZENITeNADIR: Come già detto, il Mediterraneo è un mare chiuso. Non possiamo considerarlo e trattarlo come un oceano. Se ci saranno guai, saranno devastanti. Non puoi trivellare in una bagnarola.

    RispondiElimina