
Installare un sistema fotovoltaico è una scelta costosa: il prezzo dei pannelli di silicio, dell'installazione e della manutenzione dell'impianto è alto. Inoltre passare al solare non significa abbandonare completamente il vecchio gestore elettrico, infatti i pannelli fotovoltaici non possono assicurare l'autosufficienza. Per esempio, di notte non generano energia ed è indispensabile essere collegati alla rete elettrica. Di giorno, spesso l'energia prodotta supera il fabbisogno e si genera un surplus non immagazzinabile. Quasi tutti i governi hanno creato un sistema di scambio: l'energia in eccesso andrà nella rete nazionale, mentre il fabbisogno domestico verrà integrato all'occorrenza dal gestore elettrico tradizionale. Poi entrano in gioco gli incentivi per incoraggiare le famiglie e le aziende a passare al fotovoltaico. I governi hanno accorciato i tempi necessari ad ammortizzare l'investimento iniziale pagando l'energia prodotta a un prezzo molto più alto, in questo modo si rientra più velocemente: da 30-40 anni a 12-15. Questo sistema ha però offerto molte occasioni di guadagno per società che hanno creato giganteschi parchi fotovoltaici, spesso occupando suolo destinato all'agricoltura. Il loro obiettivo non è quello di creare energia pulita, ma di guadagnare (molto) vendendo energia fuori prezzo di mercato, utilizzando gli incentivi come veicolo di speculazione finanziaria.
Una cosa certa è che chi prima arriva meglio alloggia, poichè gli incentivi si ridurranno ogni anno, fino a scomparire nel 2017. Meglio sbrigarsi.
Negli ultimi quattro anni il sistema di incentivazione è costato qualcosa come 2miliardi all'anno, in vent'anni significa che sulle spalle dei contribuenti la svolta al fotovoltaico costerà 90miliardi, soldi pagati dalle nostre bollette energetiche. E' infatti con la voce della bolletta detta A3 che si sostiene il fotovoltaico, componente che è salito del 3% per sostenere gli oneri del fotovoltaico del biennio 2010-2011. L'alternativa è migliorare l'efficienza dei pannelli e abbassarne il costo, tagliando i tempi per ammortizzare l'investimento iniziale. Per ora la soluzione migliore sono i pannelli al silicio, la loro resa potrà arrivare fra non molto fino al 29%. Le alternative al silicio in commercio, invece, non superano il 10% di resa. I prezzi del silicio stanno calando, in futuro i tempi di rientro dovrebbero ridursi parecchio.
LE SPESE E I RIENTRI
- LA SPESA: pannelli al kW di picco: 2200-2800 euro; inverter: 1200-1500 euro; materiale elettrico e strutture: 800-100 euro; progettazione: 1800-2200 euro; installazione: 1600-1800 euro; manutenzione: 150 euro annui; assicurazione: 150 euro annui
- PRODUZIONE E COSTI: Milano: impianto di picco: 2,2 kWp; produzione stimata di kWh: 2400; costo medio ipotizzato: 12.000 euro; tempo di rientro con tariffe settembre 2011: 11-12 anni; tempo di rientro con tariffe gennaio 2012: 14-15 anni. Napoli: impianto di picco: 1,8 kWp; produzione stimata kWh: 2400; costo medio ipotizzato: 10.500 euro; tempo di rientro con tariffe settembre 2011: 9-10 anni; tempo di rientro con tariffe gennaio 2012: 11-12 anni.
CONSIGLI UTILI
- Preferire i pannelli al silicio monocristallino a quelli al silicio policristallino, meno efficienti
- Lasciare un'intercapedine fra tetto e pannello, per la ventilazione
- Preferite l'orientamento sul versante meridionale del tetto, per un'adeguata insolazione
- L'angolatura e l'inclinazione dei pannelli deve essere il più possibile vicina al 30°
- Verificate le condizioni del tetto: i pannelli durano in media 30 anni, se dovete ristrutturare, fatelo prima di installarli
- La presenza di alberi o altri corpi esterni che producono ombra su parte dei pannelli possono ridurne di molto l'efficienza
- Se non potete installare i pannelli su superfici difficilmente raggiungibili, sottoscrivete un'assicurazione contro il furto: i pannelli costano parecchie migliaia di euro, e fanno gola ai ladri
LE REGIONI PIU' "SOLARI"
(Produzione in gigawattora nel 2010)
1) Puglia, 412
2) Lombardia, 189,6
3) Emilia Romagna, 153,1
4) Lazio, 152,1
5) Veneto, 129,4
6) Piemonte, 121,5
7) Marche, 104,3
8) Sicilia, 97,2
9) Trentino Alto Adige, 91,5
10) Toscana, 79,8
Gli ultimi posti spettano a Molise, Liguria e Valle d'Aosta
GLOSSARIO
- KiloWatt (kW): è l'unità di misura della potenza relativa a un impianto elettrico
- KiloWattora (kWh): è l'unità di misura della quantità di energia, equivalente a mille watt ora
- KiloWattpicco (kWp): è l'unità di misura della potenza teorica massima producibile dal pannello fotovoltaico.
mercoledì 20 luglio 2011
Energia solare: cos'è cambiato
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A malincuore ancora una volta mi trovo a constatare che l'Italia e' il paese delle speculazioni . E, cosa ancor piu' brutta, si specula sempre alle spalle di chi vuol fare qualcosa di buono per l'ambiente o per gli altri . La logica detta che: chi non vuole inquinare dovrebbe essere non solo 'incentivato' ma aiutato in tutti i modi possibili .... e invece no! vuoi mantenere sano l'ambiente? evitare emissioni nocive? rispettare aria-acqua e terra? bhe .... allora paga! ...... praticamente tutto al contrario . Nel nord Europa sfruttano al massimo quel pallido sole che hanno ... ho visto in tv intere aziende agricole con tanto di enormi serre ..... che non consumavano un briciolo di elettricita' ....
RispondiEliminaA malincuore ancora una volta mi trovo a constatare che l'Italia e' il paese delle speculazioni . E, cosa ancor piu' brutta, si specula sempre alle spalle di chi vuol fare qualcosa di buono per l'ambiente o per gli altri . La logica detta che: chi non vuole inquinare dovrebbe essere non solo 'incentivato' ma aiutato in tutti i modi possibili .... e invece no! vuoi mantenere sano l'ambiente? evitare emissioni nocive? rispettare aria-acqua e terra? bhe .... allora paga! ...... praticamente tutto al contrario . Nel nord Europa sfruttano al massimo quel pallido sole che hanno ... ho visto in tv intere aziende agricole con tanto di enormi serre ..... che non consumavano un briciolo di elettricita' ....
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Come al solito, il problema principale è quello dei controlli. In Italia siamo purtroppo "abituati" a speculazioni continue, spesso con buona pace di chi dovrebbe impedirle (che si foraggia a ufo pure lui...). Non c'è una mentalità comune e "pulita", nè voglia di sanare una situazione tragica per il bene comune. E per "comune", non intendo il nostro Paese, ma tutto il mondo!
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Come al solito, il problema principale è quello dei controlli. In Italia siamo purtroppo "abituati" a speculazioni continue, spesso con buona pace di chi dovrebbe impedirle (che si foraggia a ufo pure lui...). Non c'è una mentalità comune e "pulita", nè voglia di sanare una situazione tragica per il bene comune. E per "comune", non intendo il nostro Paese, ma tutto il mondo!
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