
(Da: cronacaeattualita.blogosfere.it)
Forma dialettale di ramingo, il bastone di chi va ramingo.
Nelle regioni settentrionali: malora, rovina: "andare, mandare a ramengo".
>o<
Tipica espressione di mia madre, agnostica alle parolacce. Quando si scocciava ci mandava tutti a ramengo, augurandoci un luminoso futuro. Un'altra sua espressione di disappunto era "simia" (scimmia) che non sono mai riuscita a tradurre in una vera parolaccia e di cui mi son sempre chiesta che ci azzeccava con la questione... si sa che l'uomo discende dalla scimmia, che si arrampica sugli alberi, si nutre di banane e ha una voce per lo più stridula. Non credo si fosse riferita al folto mantello. Chissà cosa avrà voluto intendere... 
sabato 11 giugno 2011
Ramengo
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si si si ugaleeeeeeeeeeee ! il ramengo l'ho sentito tantissime volte! e anche a me e' toccato 'scimmia' .... ma l'ho vissuto come un appellativo dialettale affettuoso .... come ad esempio in toscana usano 'topino' .... a conti fatti meglio scimmia che sorcio!
RispondiEliminasi si si ugaleeeeeeeeeeee ! il ramengo l'ho sentito tantissime volte! e anche a me e' toccato 'scimmia' .... ma l'ho vissuto come un appellativo dialettale affettuoso .... come ad esempio in toscana usano 'topino' .... a conti fatti meglio scimmia che sorcio!
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Dipende con che tono te lo dicevano! A me, "simia", mi veniva detto con tono rabbioso ed espressione burbera. A "bocca torta", insomma. Era chiaramente un rimprovero. Non ricordo appellativi affettuosi, solo un diminutivo che è finito quando avevo circa 6 anni: Lella.
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Dipende con che tono te lo dicevano! A me, "simia", mi veniva detto con tono rabbioso ed espressione burbera. A "bocca torta", insomma. Era chiaramente un rimprovero. Non ricordo appellativi affettuosi, solo un diminutivo che è finito quando avevo circa 6 anni: Lella.
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