
Dal sanscrito "Rajaputra", figlio di re,
Dal VII secolo, signori feudali dell'India occidentale (Rajasthan) originari forse dell'Asia centrale, sebbene essi si considerino di pura discendenza indiana, secondo le 4 stirpi del Sole, della Luna, del Fuoco, del Serpente.
Rappresentarono l'ideale guerriero dell'India medievale, l'incarnazione della resistenza indù contro le invasioni musulmane, ma non riuscirono mai a costituire un ostacolo insormontabile per gli avversari, essendo divisi in clan perennemente in lotta fra loro.
Sotto il termine di scuola Rajput vengono comprese varie manifestazioni dell'arte indiana sviluppatasi dal secolo XIV al XIX nelle province Raiputana del Rajastan. L'arte Rajput fu espressione di particolari ideali estetici con tradizioni cavalleresche dell'onore e del coraggio. Fiorì un'importante scuola miniaturistica caratterizzata da semplicità visiva e da fluida linearità. Essa si sviluppò in due principali filoni: quello "rajasthani", del Rajasthan, e quello "pahari", sviluppatosi in numerosi centri himalayani del Punjab. Nelle miniature Rajput vengono trattati temi tratti dai poemi del Mahahharata, del Ramayana, del Gitagovinda, sulle quali influì l'arte moghul. Le stesse componenti sono presenti anche nell'architettura Rajput, con l'utilizzazione delle soluzioni islamiche (uso della volta e della cupola) circoscritte alle sale di rappresentanza nella fase più antica (Palazzo reale di Chitorgarh, secoli XIV-XV) e successivamente più sfruttate nei monumenti del VIII secolo, decisamente derivati dall'architettura moghul di Fatehpur Sikri. Anche l'artigianato Rajput (oreficeria e tessile), fu molto sensibile al gusto e alle tecniche moghul.
lunedì 6 giugno 2011
Rajput
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La cosa stupefacente dell'uomo e' che, se anche cerca riparo da quello che reputa un nemico, di quel nemico stesso ne assimila qualcosa ... in questo caso l'architettura . Purtroppo il gusto del bello non esiste piu' .... la modernita' va' a braccetto solo col cemento armato .... addio cupolette .... archi e volte ..... che peccato!
RispondiEliminaLa cosa stupefacente dell'uomo e' che, se anche cerca riparo da quello che reputa un nemico, di quel nemico stesso ne assimila qualcosa ... in questo caso l'architettura . Purtroppo il gusto del bello non esiste piu' .... la modernita' va' a braccetto solo col cemento armato .... addio cupolette .... archi e volte ..... che peccato!
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Il gusto del bello non è scomparso. Quando vedi una cosa bella il cuore ti salta in gola. Questo è il bello. Ci sono molti posti nel mondo che sono "strappacore", in effetti raramente moderni. Saranno le nostre ancestrali radici che ci fanno riconoscere quello che abbiamo dimenticato, sarà solamente una sensazione prepotente di essere già stata lì. Come fosse una tua vecchia casa che hai abbandonato secoli prima. Eppure ti senti a casa dove meno te l'aspetti. Sono i luoghi del cuore, appunto. Che raccolgono le memorie all'apparenza dimenticate.
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Il gusto del bello non è scomparso. Quando vedi una cosa bella il cuore ti salta in gola. Questo è il bello. Ci sono molti posti nel mondo che sono "strappacore", in effetti raramente moderni. Saranno le nostre ancestrali radici che ci fanno riconoscere quello che abbiamo dimenticato, sarà solamente una sensazione prepotente di essere già stata lì. Come fosse una tua vecchia casa che hai abbandonato secoli prima. Eppure ti senti a casa dove meno te l'aspetti. Sono i luoghi del cuore, appunto. Che raccolgono le memorie all'apparenza dimenticate.
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