
Qualche bel "no" ai figli bisogna dirlo da subito ai nostri figli, fin dalla culla, non bisogna essere condiscendenti, non siamo amici, ma genitori. Avremmo dovuto capirlo, ormai...
Nonostante i tanti libri scritti sull'argomento, le parole scivolano come acqua sul vetro, vista la quantità di bambini maleducati, capricciosi e ingestibili, di ragazzini adolescenti sbalestrati, prepotenti ma fragili e confusi. Nella trama della loro personalità acerba si intravede la futura difficoltà a superare gli ostacoli. L'ennesimo libro della serie è scritto da uno specialista, il francese Aldo Naouri, pediatra e psicoanalista: "Piccoli tiranni (non) crescono", Codice Editore. Questo manuale non liscia il pelo ai genitori, ma nello stesso tempo non li lascia affogare nei sensi di colpa e nell'incertezza. C'è ampio spazio per i consigli pratici, a come rimediare agli errori, fino alla puericultura spicciola. E' una miniera di informazioni concentrate, efficaci, argomentate.
Il punto principale è l'educazione di base o educazione precoce. Si tratta di quel bagaglio di cui il bambino viene dotato per incontrare gli altri senza timore, di sperimentare i rapporti sociali con tutti i vantaggi, le limitazioni e l'impegno che richiedono. L'educazione precoce serve a controllare il flusso di pulsioni potentissime che attraversa il bambino e che lo spaventa perchè non sa come gestirle. Educare i figli è considerato un compito estenuante e deve essere fatto con convinzione.
Siamo immersi nell'infantolatria, nella cieca venerazione dei nostri piccoli che, se non sono abituati da subito a digerire le frustrazioni, diventeranno velocemente dei tiranni in delirio di onnipotenza. Le mamme se ne separano a fatica e creano un "utero virtuale perenne ed estensibile all'infinito". Opponiamo strenue resistenze a cambiare, a lasciarli liberi di crescere perchè abbiamo paura. Paura di quasi tutto. Ci sono mamme che si fanno schiave di queste paure, e rendono il loro figlio schiavo a sua volta. Schiavo delle sue ossessioni.
Tanto vale mettersi subito in marcia, allenarsi col poppante. La paura per una mamma non ha motivo di esistere: i figli ci vorranno bene comunque, anche se siamo determinate e impopolari. Il genitore non deve mai dubitare di se stesso.
sabato 11 giugno 2011
Paura di perdere il loro amore
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Dev' essere difficilissimo fare il genitore ! ..... penso piu' oggi che pima . Tantissimi diventano genitori per la prima volta in eta' adulta ..... sapendo magari gia' che il loro pargolo sara' figlio unico .... e allora giu' coi vizi! si si si! .... et voila' il moster e' fatto! Una volta i ragazzi si sposano giovani ..... tanti figli e niente da mangiare ..... pochi riguardi specifici ...... spesso si 'badavano' tra fratelli, l'un l'altro . Tra un ceffone, un ginocchio sbucciato e un lecca lecca si veniva su' sani, forti e senza problemi psicologici
RispondiEliminaDev' essere difficilissimo fare il genitore ! ..... penso piu' oggi che pima . Tantissimi diventano genitori per la prima volta in eta' adulta ..... sapendo magari gia' che il loro pargolo sara' figlio unico .... e allora giu' coi vizi! si si si! .... et voila' il moster e' fatto! Una volta i ragazzi si sposano giovani ..... tanti figli e niente da mangiare ..... pochi riguardi specifici ...... spesso si 'badavano' tra fratelli, l'un l'altro . Tra un ceffone, un ginocchio sbucciato e un lecca lecca si veniva su' sani, forti e senza problemi psicologici
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Da qualche tempo c'è una grande enfasi quando una donna partorisce. Pare una miracolata. Eppure le donne partoriscono e allevano figli da secoli e secoli. Nulla di nuovo sotto il sole. Avere figli è una cosa normale, non è un'evento eccezionale. Se allargare la famiglia viene preso come una cosa naturale e i figli non vengono visti come degli dei scesi sulla Terra, è già un buon inizio. Mio figlio non è migliore del tuo per forza, solo perchè è "mio". Capisco che ognuno "reclamizzi" il suo "prodotto", ma i bambini sono tutti uguali, non dobbiamo partire mai con l'idea che nostro figlio abbia più diritti degli altri, perchè è "eccezionale". Dobbiamo dargli l'opportunità di dividere la sua vita con gli altri, alla pari. Avrà qualche piccola frustrazione, sì. Ma vuoi mettere, un'adolescente già preparato a confrontarsi col mondo?
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Da qualche tempo c'è una grande enfasi quando una donna partorisce. Pare una miracolata. Eppure le donne partoriscono e allevano figli da secoli e secoli. Nulla di nuovo sotto il sole. Avere figli è una cosa normale, non è un'evento eccezionale. Se allargare la famiglia viene preso come una cosa naturale e i figli non vengono visti come degli dei scesi sulla Terra, è già un buon inizio. Mio figlio non è migliore del tuo per forza, solo perchè è "mio". Capisco che ognuno "reclamizzi" il suo "prodotto", ma i bambini sono tutti uguali, non dobbiamo partire mai con l'idea che nostro figlio abbia più diritti degli altri, perchè è "eccezionale". Dobbiamo dargli l'opportunità di dividere la sua vita con gli altri, alla pari. Avrà qualche piccola frustrazione, sì. Ma vuoi mettere, un'adolescente già preparato a confrontarsi col mondo?
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