sabato 28 maggio 2011

Il boom economico


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(Da: sestocircoloasti.it)



L'Olimpiade del '60 rappresentò il punto apicale del lustro 1958-63: il "miracolo italiano".
Usciti dalla guerra con le pezze al sedere, a partire dal 1958, quando infuriava un propiziatorio "Volare, o-oh", gli italiani fecero boom: esplosero i loro consumi, le mamme vollero che le loro cucine avessero per forza un frigorifero, i papà volevano la Fiat, i ricercatori di mercato e i sociologi scoprirono una novità assoluta: i giovani spendevano. Spendevano per ballare, ascoltare la musica nei juke-box, giocavano a flipper, bevevano Coca-Cola, andavano al cinema, sfoggiavano i primi blue jeans. Tutti, in estate, andavano su canotti e pedalò e cantavano i tormentoni di Edoardo Vianello.
A Roma era pronta l'inaugurazione dei diciassettesimi Giochi olimpici nonostante una delle piste del nuovissimo aeroporto di Fiumicino, che doveva essere il "benvenuto della città al mondo", aveva tanti buchi quanto il formaggio, come cantava una nuova canzone: "A Fiumicino c'è un aeroporto che poverino è nato morto". In effetti, dopo 61 perizie, era stato accertato che per completare i lavori occorrevano ulteriori interventi per altri 5miliardi. Fuori dallo stadio poi, alcuni fascisti bruciavano la bandiera rossa pestandosi coi poliziotti perchè qualcuno aveva cancellato i motti mussoliniani dal Foro Italico. 
Gli ultimi 50 anni della nostra storia sono rappresentati come un'ininterrotta sequela di crac finanziari, aeroplani, treni, stazioni e banche che esplodevano, terroristi che pubblicavano libri, inaugurazioni di ecomostri, tangenti, faide di mafia, terremoti...
Meglio assemblare gli oggetti che ci hanno reso celebri nel mondo: la modella Solvi Stubing, biondissima, abbarbicata a una gigantesca bottiglia che dice: "Chiamami Peroni, sarò la tua birra"; Adriano Celentano che va all'inaugurazione del primo negozio Fiorucci a bordo di una Cadillac rosa; Nanni Moretti che spalma di Nutella la più grande fetta di pane della storia del cinema; Carl Lewis in body attillato e scarpe rosse col tacco a spillo su un manifesto pubblicitario della Pirelli; le cotonatissime top model anni '80 vestite da Armani, Versace e Valentino; la Ferrari Testarossa, i collier Bulgari per Liz Taylor, i motoscafi Riva, le scarpe di Ferragamo, la Vespa amata da Audrey Hepburn, il duetto dell'Alfa disegnato da Pininfarina, le radio Brionvega...
Come fossero stati amuleti contro le disgrazie, feticci per non rimpiangere tempi d'oro che poi tanto dorati non erano, ma avrebbero potuto esserlo: tempi più felici, più ricchi, più coraggiosi e spensierati. 
Se ci assegneranno l'Olimpiade romana del 2020, potrebbe iniziare un nuovo futuro in cui sperare?
Casomai mantenendo la parola data, stavolta.



 

2 commenti:

  1.  Dietro tutto questo c'erano due guerre e le braccia di tanti contadini .... che spesso avevano mangiato meno delle loro bestiole . Si voleva 'fare', si voleva stare meglio e regalare ai posteri un mondo ricco, moderno e migliore ,,,, ma chi pensava questo era gente onesta a cui non faceva paura il lavoro . Le generazioni passano ..... la fatica diventa una cosa sconosciuta ..... il soldo e l'agiatezza piace sempre di piu' e non importa sapere come arriva ...... la gente cambia e non esiste piu' il 'contratto' a stretta di mano ....

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  2. @ ZENITeNADIR: Ai miei tempi, esistevano i galantuomini. Razza quasi estinta. I pochissimi che rimangono, sono tutelati dal WWF e dal Cites. Esisteva un "nome" da difendere nell'onestà e nella correttezza, a costo di rimetterci, pur di "salvare la faccia". Erano persone stimatissime, tenute in gran considerazione. Adesso la considerazione va ai furbetti, ai viveur, ai ricchi e ai manipolatori. Dev'essere invidia. Molti vorrebbero essere come loro, ma "non je la fanno". Si sono spostate le coordinate. Adesso son "tutte torte".

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