giovedì 14 aprile 2011

Prassitele


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Afrodite di Cnido

(Da: artleo.it)



Scultore greco (Atene, secolo IV a.C.) figlio di Cefisodoto e padre degli scultori Cefisodoto e Timarco. E' considerato con Fidia e Policleto il più grande scultore dell'antichità. Visse e si formò ad Atene ma lavorò anche in altre città, da Olimpia a Tespie, da Cnido a Platea. Nonostante la perdita di molte sue creazioni Prassitele è tra gli scultori antichi più noti. Le fonti riferiscono molti dati della sua vita (fra cui la bellissima Frine che gli servì da modello) e le sue opere furono tra le più copiate dell'antichità. Maestro del colorismo attico (pare facesse aggiungere un'ultima velatura pittorica che richiedeva al pittore Nicia sulle carni nude), preferì trattare figure nude giovanili dai volti sereni, piene di grazia, flessuose e morbide. Nudi maschili dalla tenera corposità sono: il suo giovanile Satiro versante, il Satiro in riposo, l'Apollo sauroctono (noto da circa 70 copie), l'Eros di Tespie (A Roma nel portico di Ottavia) e il famoso Ermete del Museo di Olimpia. Grandissima fama ebbe l'Afrodite creata per Cnido, tappa fondamentale nella storia dell'antica rappresentazione della fugura femminile. Un'opera matura, l'Apollo Liceo, è nota da alcune copie tra cui una su scala ridotta nel Museo ateniese dell'Agorà.

 

4 commenti:

  1. Noto che piacere 'l'eleganza' di cui godono quasi tutti i manufatti antichi . Spesso non sono perfettissime in senso stilistico, ma l'occhio si incanta sulla grazia e l'armonia delle forme!

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  2. Noto che piacere 'l'eleganza' di cui godono quasi tutti i manufatti antichi . Spesso non sono perfettissime in senso stilistico, ma l'occhio si incanta sulla grazia e l'armonia delle forme!

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  3. @ ZENITeNADIR: Come puoi notare dalla foto, le forme femminili erano estremamente diverse da quelle tanto apprezzate oggi. Il "cospicuo" sedere era gradito, un'accenno di pancetta pure. Sono le donne "morbide" in tutti i sensi, tanto detestate dalle donne odierne come una maledizione genetica. La larghezza dei fianchi era interpretata come una dote per il parto (una buona "fattrice" insomma). La donna era valutata anche per le sue facoltà riproduttive che non lasciavano spazio a muscoli e osannavano la tanto temuta cellulite che, da secoli, è come una riserva di "grasso" regalataci da Madre Natura per poter affrontare le fatiche della gravidanza, del parto e dell'allattamento. Perchè mica sempre si mangiava...l'Afrodite dimostra quanto un corpo non magrissimo, ma naturale e "materno" possa essere perfetto e armonioso.

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  4. @ ZENITeNADIR: Come puoi notare dalla foto, le forme femminili erano estremamente diverse da quelle tanto apprezzate oggi. Il "cospicuo" sedere era gradito, un'accenno di pancetta pure. Sono le donne "morbide" in tutti i sensi, tanto detestate dalle donne odierne come una maledizione genetica. La larghezza dei fianchi era interpretata come una dote per il parto (una buona "fattrice" insomma). La donna era valutata anche per le sue facoltà riproduttive che non lasciavano spazio a muscoli e osannavano la tanto temuta cellulite che, da secoli, è come una riserva di "grasso" regalataci da Madre Natura per poter affrontare le fatiche della gravidanza, del parto e dell'allattamento. Perchè mica sempre si mangiava...l'Afrodite dimostra quanto un corpo non magrissimo, ma naturale e "materno" possa essere perfetto e armonioso.

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