sabato 9 aprile 2011

Porcellana


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Porcellana Ming

(Da: lagalliavola.com)



Nome derivato dalla lucentezza della superficie simile a quella della conchiglia.
Impasto ceramico translucido a piccoli spessori altamente vetrificato tanto da possedere una caratteristica sonorità alla percussione. Ci sono porcellane "dure", le vere e proprie porcellane con temperatura di cottura superiore a 1300°C di colore perfettamente bianco, porosità quasi nulla, durezza superficiale tanto elevata da non essere scalfita dall'acciaio, e porcellane "tenere", con temperature di cottura inferiori a 1300°C, meno dure e meno sonore. La composizione classica è 50% caolino, 25% quarzo e 25% feldspato con le variazioni della porcellana cinese e della porcellana di Sèvres, rispettivamente più povera e più ricca di caolino. Tra le varie porcellane in commercio vi sono la porcellana opaca, detta "biscuit", la porcellana per impieghi chimici, la porcellana per impieghi elettrotecnici.
La porcelana tenera ha scarsa resistenza per cui viene foggiata in oggetti a spessore rilevante per aumentarne la resistenza e ha come pregio di poter usare decori a colori più vari data la minor temperatura di cottura. Nella porcellana tenera inglese (bone china) si sostituisce il feldspato con cenere d'ossa contenente fosfato di calcio, allo scopo di avere la vetrificazione della pasta sotto i 1300°C.
La porcellana a pasta dura è originaria della Cina già durante la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.). Nelle epoche successive ne venne gradualmente elaborata la composizione sino a raggiungere le tipica pasta formata di caolino, quarzo e feldspato. Le prime vere porcellane sono quelle bianche del periodo T'ang (618-907). I manufatti della dinastia Sung (960-1279) sono essenziali e sobriamente eleganti con leggere decorazioni a rilievo. Con la dinastia mongola degli Yuan (1280-1368) fu introdotto in Cina il cobalto, usato per la decorazione blu tipica di questo periodo. Il primo imperatore Ming fondò la celebre manifattura  di Ching-te-Chen, che raggiunse un'eccezionale perfezione tecnica con le porcellane smaltate a vari colori, le cosiddette "famiglie" (verde, nera, più tardi rosa). Importanti manifatture sorsero anche in Corea, in Persia, in Giappone (porcellane di Arita, Imari, Kakiemon). In Europa, dal XIII secolo, si importarono i primi vasellami e si desiderò imitarli. Ne studiarono la composizione i Veneziani, i Lodigiani, i Torinesi, i Ferraresi, i Pesaresi, senza risultati. Nella manifattura fiorentina fondata da Francesco I de Medici si ebbe qualche risultato nel 1575, realizzando una pseudoporcellana detta "porcellana medicea". Febbrili ricerche anche in Francia, che nel 1673 realizzò le prime porcellane a pasta tenera (pate tendre) a Rouen ma, mentre i Cinesi, dopo averli spruzzati di vernice, cuocevano i loro pezzi una sola volta a temperature molto alte, i Francesi usavano una cottura preliminare a bassa temperatura e successivamente applicavano la vetrina liquida sul biscotto, fissandola con una seconda cottura a fuoco ancor più basso. Nella prima metà del XVIII secolo sorsero in tutta la Francia numerose fabbriche ma, il segreto della porcellana dura venne scoperto in Sassonia dall'alchimista Johann Friedrich Bottger che riuscì a produrre un grès rosso, duro e lucente. I primi forni furono impiantati a Meissen nel 1710, ma ci vollero anni per poter produrre prodotti pregevoli. Altre manifatture cercarono di carpire il segreto e ci riuscirono, da qui la procedura emigrò in tutta Europa. Nel 1720 aprì a Venezia la prima manifattura italiana di porcellana, seguita da Bassano, Vinovo (Torino), , Napoli. A Doccia, il marchese Carlo Ginori fondò quella che più tardi divenne la "Richard-Ginori". In Francia la porcellana dura fu prodotta nella seconda metà del secolo XVIII a Strasburgo, poi a Limoges, Parigi e Sèvres. In Inghilterra, a eccezione di due fabbriche, tutte le altre imprese si dedicarono alla porcellana a pasta tenera. Altre manifatture nacquero in Svizzera, in Russia. L'espressione più tipica nella produzione di porcellane si manifestò con abili scultori che modellarono statuette: ballerine, pastorelle, dame in crinolina, ecc. 
La passione per la porcellana dilagò al punto tale da fare costruire intere stanze con questo raffinato materiale, celebre quella realizzata per la reggia di Portici (Napoli).
 

 

4 commenti:

  1.  ... non la amo ma capisco che e' stata una vera 'scoperta' perche' poteva essere utilizzata per manufatti decorativi, per 'superbe stoviglie' e per accessori da bagno

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  2.  ... non la amo ma capisco che e' stata una vera 'scoperta' perche' poteva essere utilizzata per manufatti decorativi, per 'superbe stoviglie' e per accessori da bagno

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  3. @ ZENITeNADIR: Le opere d'arte non sono solo i quadri e le statue, e nemmeno i palazzi e le chiese. "Opera d'arte" è un'espressione della fantasia e l'applicazione perfetta di una tecnica di realizzazione. Un oggetto che trasmette qualcosa. Se il tuo occhio si posa su una cosa qualsiasi e questo ti dà emozione, quella è un'opera d'arte. La porcellana è un materiale particolare che non ha nulla a che vedere con la ceramica. Basta toccarla e vedere la sua lucentezza particolare. 

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  4. @ ZENITeNADIR: Le opere d'arte non sono solo i quadri e le statue, e nemmeno i palazzi e le chiese. "Opera d'arte" è un'espressione della fantasia e l'applicazione perfetta di una tecnica di realizzazione. Un oggetto che trasmette qualcosa. Se il tuo occhio si posa su una cosa qualsiasi e questo ti dà emozione, quella è un'opera d'arte. La porcellana è un materiale particolare che non ha nulla a che vedere con la ceramica. Basta toccarla e vedere la sua lucentezza particolare. 

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