martedì 12 aprile 2011

Nel 2020 arriveranno le multe


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(Da: movimentoischia.it)



Il nostro governo taglia gli incentivi al fotovoltaico e l'Europa ci ricorda che entro il 2020 dovremmo alimentare il 17% del nostro consumo energetico con fonti rinnovabili, pena multe salate. Ce la faremo a rispettare gli obblighi Ue? Facciamo il punto:

SOLARE

Oggi copre solo il 5% del fabbisogno elettrico nazionale. I pannelli illuminano le case di 1,6milioni di famiglie italiane, con un risparmio di CO2 di 2,9milioni di tonnellate rispetto alle fonti fossili. Il problema sono i costi: un impianto da 3 kWp, per una famiglia di 4 persone, costa sui 25mila euro, che si ammortizzano in 10 anni. Dal 2005 esiste un piano di incentivi, si stimano per quest'anno sui 5,7miliardi di euro. Li pagano i consumatori con le loro bollette. L'Italia è al terzo posto dopo Germania e Spagna.

TERMICO

Più economico. In Italia sono stati installati 2milioni di mq di pannelli, 0,03 mq per abitante. In Austria sono 0,43, in Grecia 0,36. I costi iniziali, fra i 3 e i 5mila euro per uso domestico, si ammortizzano i 4, massimo 10 anni.

EOLICO

Siamo settimi in Europa, copriamo il 2,5% del fabbisogno totale, ma è in crescita con il 60% degli impianti in Puglia, Campania e Sicilia. Si stima, per il 2020, di dare energia a 12milioni di famiglie (ora sono 4,6milioni) con un risparmio di 23,4milioni di tonnellate di CO2 e 6mila tonnellate di polveri sottili. C'è un ostacolo: la variabilità della fonte (una centrale atomica produce energia 24 ore su 24, l'eolica arriva a un terzo) richiede una rete in grado di gestire l'accumulo di energia e distribuirla. Chi paga?

IDROELETTRICO

In Italia è una tradizione antica (la prima centrale, a Tivoli, è del 1886) e oggi ci sono 2098 impianti concentrati per il 55% in Piemonte, Trentino Alto Adige e Lombardia. E' la rinnovabile più importante, soddisfa il 76% del fabbisogno domestico di energia, il 14,9% del totale. Ha grande prospettive di crescita: si prevede un raddoppio entro il 2020 che coprirà il 30% del consumo ed è competitiva: costa 0,05 dollari per kWh, il fotovoltaico quasi il triplo.

GEOTERMIA

Il primo impianto geotermoelettrico europeo fu inaugurato a Larderello, in Toscana, nel 1904 e tutt'ora abbiamo il primato sui Paesi Ue. Il più grande impianto al mondo è sul Monte Amiata. Il calore della Terra resta una delle fonti meno sfruttate: solo l'1,6% dell'energia. L'Italia è al primo posto in Europa. I problemi sono tecnici e burocratici per l'installazione di sonde geotermiche.

BIOMASSE

Energia prodotta bruciando materiale organico, come il legno, o dal biogas derivato dalla fermentazione dei rifiuti organici. Ha uno sviluppo significativo: +410% dal 2001. Ora copre il 2,7% dell'energia elettrica totale, soprattutto al Nord. La Valtellina fa scuola con 3 centrali di teleriscaldamento alimentato a biomasse dei boschi, che riforniscono 1200 famiglie e un risparmio di 20milioni di tonnellate di CO2 all'anno. E' una delle fonti su cui puntare soprattutto per il riscaldamento domestico. L'Italia è al 5° posto in Europa. Il teleriscaldamento è una rete di tubazioni che trasportano acqua calda e vapore, cui le abitazioni possono allacciarsi senza dover tenere caldaie in casa. Il problema è che bisogna adeguare i vecchi impianti, con tempi di ammortamento da 6 a 20 anni.

AUTO

Mentre Francia e Spagna danno bonus a chi acquista veicoli "puliti", in Italia è tutto fermo. Zero contributi. Le auto elettriche o alimentate a combustibili alternativi rappresentano solo il 4%, la stessa percentuale di due anni fa. La regione più eco è l'Emilia Romagna, seguita da Marche e Piamonte. La colpa è dei prezzi: una macchina elettrica costa più di 35mila euro, almeno 20mila le ibride, e i punti di ricarica troppo rari: in tutta Italia sono 162 di cui 121 in provincia di Firenze, 21 a Milano, 12 a Roma, zero al Sud. Anni luce dal Giappone, dove le auto elettriche si ricaricano anche alla macchinetta del caffè.

TOP TEN DEI COMUNI 100% RINNOVABILI

1) Morgex (Ao)
2) Brunico (Bz)
3) Prato allo Stelvio (Bz)
4) Sluderno (Bz)
5) Dobbiaco (Bz)
6) Glorenza (Bz)
7) Cavalese (Tn)
8) Vipiteno (Bz)
9) Pollein (Ao)
10) Pré-Saint-Didier (Ao)


 

4 commenti:

  1.  Si potrebbe fare tanto .... anzi tantissimo da noi! Abbiamo in natura tutto quello che ci serve: il sole, il vento, i soffioni e pure la monnezza!  La soluzione sarebbe ovvia ma non si vuol vedere: decentrare la produzione e costruire diversificando gli impianti, scegliendo il piu' adatto al clima dell luogo. (sembra ovvio ma lo ricordo perche' i nostri 'scienziati' potrebbero decidere di mettere pannelli solari dove piove sempre, impianti eolici dove non tira vento, per non dire impianti idroelettrici dove i fiumi notoriamente vanno in secca)  E invece no! Pensiamo ad altre opere dai costi faraonici e dai rischi enormi

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  2.  Si potrebbe fare tanto .... anzi tantissimo da noi! Abbiamo in natura tutto quello che ci serve: il sole, il vento, i soffioni e pure la monnezza!  La soluzione sarebbe ovvia ma non si vuol vedere: decentrare la produzione e costruire diversificando gli impianti, scegliendo il piu' adatto al clima dell luogo. (sembra ovvio ma lo ricordo perche' i nostri 'scienziati' potrebbero decidere di mettere pannelli solari dove piove sempre, impianti eolici dove non tira vento, per non dire impianti idroelettrici dove i fiumi notoriamente vanno in secca)  E invece no! Pensiamo ad altre opere dai costi faraonici e dai rischi enormi

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  3. @ ZENITeNADIR: Esatto. Avrebbero dovuto iniziare (da soli, senza spinte esterne) molti anni fa a favorire lo sfruttamento di energie alternative. Non occorrerebbero grossi incentivi, basterebbe detassare un pò i costruttori quando edificano case nuove con tutti i crismi giusti necessari per un'autonomia energetica dello stabile. Per le case già costruite, andrebbero bene gli incentivi, da noi, la maggior parte delle costruzioni non sono "storiche", quindi a quest'ora la stragrande maggioranza delle abitazioni ristrutturate avrebbe un basso consumo energetico. Idem per le auto. Le centrali nucleari non ci servono. Ci servono governi responsabili.

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  4. @ ZENITeNADIR: Esatto. Avrebbero dovuto iniziare (da soli, senza spinte esterne) molti anni fa a favorire lo sfruttamento di energie alternative. Non occorrerebbero grossi incentivi, basterebbe detassare un pò i costruttori quando edificano case nuove con tutti i crismi giusti necessari per un'autonomia energetica dello stabile. Per le case già costruite, andrebbero bene gli incentivi, da noi, la maggior parte delle costruzioni non sono "storiche", quindi a quest'ora la stragrande maggioranza delle abitazioni ristrutturate avrebbe un basso consumo energetico. Idem per le auto. Le centrali nucleari non ci servono. Ci servono governi responsabili.

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