
(Da: postscrittum.files.wordpress.com)
In Italia continua il dibattito sul ritorno al nucleare. La maggioranza degli italiani, da un sondaggio, ritiene l'energia nucleare troppo pericolosa (61%), quindi va fermata; il 29% invece sostiene che bisogna andare avanti seppur con nuovi e più rigidi standard di sicurezza: un incidente (Giappone) non deve bloccare la ricerca e gli investimenti.
SIAMO CIRCONDATI DAI REATTORI
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le centrali nucleari operative in 30 Paesi del mondo, 65 quelle in costruzione. Primi per "densità nucleare" sono gli Usa (104 impianti attivi), seguiti da Francia (58) e Giappone (54). La Cina ha il maggior numero di cantieri nucleari aperti (27).
24-31 ANNI
è l'età media dei reattori. I più vecchi, quelli di prima generazione, sono stati smantellati, quelli attivi sono di seconda generazione, mentre la terza sta per partire in Giappone, Cina e Corea. Ma anche in Europa, con una centrale in Francia e una in Finlandia.
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gli impianti considerati a rischio dall'Ue: gli svizzeri di Leibstadt (del 1984) e Muhleberg (1972) e gli spagnoli di Cofrentes (1985) e Santa Maria de Garona (1971), come Fukushima. Ma tutte le 143 centrali Ue saranno sottoposte a controlli di sicurezza quest'anno.
DIZIONARIO
- REATTORE: è un sistema capace di gestire una reazione nucleare a catena. Per adesso i reattori commerciati si basano sul processo di fissione, allo studio quelli a fusione
- NOCCIOLO: centro del reattore con le barre radioattive. Può surriscaldarsi e fondere in caso di guasto all'impianto di raffreddamento. La fusione, con possibile fuoriuscita del materiale radioattivo, è il più grave degli incidenti
- AIEA: E' l'Agenzia Internazionale per l'energia atomica. Promuove l'utilizzo civile dell'energia nucleare e ne impedisce l'uso militare. Premio Nobel per la Pace 2005
- ENEA: L'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, è l'agenzia pubblica italiana che gestisce la ricerca sui temi energetici. Ha gestito le attività di ricerca sul nucleare in Italia fino al 1991
- INES: La scala internazionale della gravità degli eventi nucleari, scala Ines, parte dal grado 0 (deviazione) e arriva al 7° (incidente catastrofico). L'unico 7° grado finora classificato è quello di Chernobyl
- FALLOUT: O ricaduta radioattiva: è l'insieme del materiale diffuso da un'esplosione nucleare lanciato in aria fino a 12mila metri d'altezza. Ricade sotto forma di cenere e polveri radioattive contaminanti
- IODIO 131: E' un elemento artificiale prodotto dalla fissione di uranio e plutonio, radioattivo e dannoso per la salute. Come il Cesio 137, prodotto dal processo di fissione dei reattori, dura per decine di anni
- TERZA GENERAZIONE: I reattori di III generazione, ad acqua pressurizzata, sono gli ultimi progettati e, secondo i promotori del nucleare, i più sicuri. Da qualche anno si sta studiando anche una IV generazione
- RADIAZIONI IONIZZANTI: Dotate di energia, sono in grado di ionizzare gli atomi e le molecole con i quali vengono a contatto. Solo quelle naturali, secondo l'Oms, uccidono in Italia tra 1500 e 9mila persone per tumore ai polmoni
- SCORIE RADIOATTIVE: E' lo scarto di combustibile nucleare prodotto dalle centrali (ogni anno nel mondo circa 210mila metri cubi). Viene smaltito in depositi sotterranei. La radioattività scompare dopo circa mille anni.
Siamo circondati da impianti nucleari, per esempio quello di Burgey (Francia) dista solo 180 km dalla nostra frontiera: se dovessero succedere incidenti gravi, non potremmo certamente fermare le radiazioni. Il 15% dell'energia che usiamo in Italia lo importiamo da Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, spendendo, per 45milioni di megawattora, circa 2miliardi e mezzo di euro l'anno.L'energia prodotta nelle centrali termoelettriche italiane ci costa sui 30 euro in più per megawattora.
Da noi, il solare termico ha un grandissimo potenziale. In Grecia, Cipro e Turchia il 100% dei nuovi edifici è dotato di pannelli, in Italia meno del 10%. In alcune regioni meridionali siamo a quota 0%. Dal biogas potremmo ricavare 10miliardi di metri cubi di metano, pari al 10% del consumo italiano, la produzione di energia da impianti eolici, 6.500 gigawattora, potrebbe essere triplicata. L'Italia, su direttiva europea, si è impegnata a soddisfare entro il 2020 il 17% del fabbisogno energetico con le energie rinnovabili, ora siamo al 10% circa. Il problema è culturale e politico: finchè le accise sul gas portano un sacco di soldi allo Stato, sarà un problema irrisolvibile.
sabato 2 aprile 2011
Il ritorno all'atomo
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Nonostante tutti i disastri che potrebbero provocare, ancora c'e' gente che vuole costruire nuove centrali ..... . Io sono contraria, non per partito preso, ma perche' sono convinta che ancora siamo molto 'ignoranti' in materia e molto c'e' da studiare. Ci sono dei 'nodi' che la nostra conoscenza attuale ..... ehm ancora non conosce ..... pur essendo fondamentali . Ancora non sappiamo come:
RispondiElimina- Spegnerle
- Smaltire le scorie radiattive
- Evitare contaminazioni.
Quando saremo in grado di sapere quanto sopra ..... bhe' potrei anche essere favorevole ...... forse ....
Nonostante tutti i disastri che potrebbero provocare, ancora c'e' gente che vuole costruire nuove centrali ..... . Io sono contraria, non per partito preso, ma perche' sono convinta che ancora siamo molto 'ignoranti' in materia e molto c'e' da studiare. Ci sono dei 'nodi' che la nostra conoscenza attuale ..... ehm ancora non conosce ..... pur essendo fondamentali . Ancora non sappiamo come:
RispondiElimina- Spegnerle
- Smaltire le scorie radiattive
- Evitare contaminazioni.
Quando saremo in grado di sapere quanto sopra ..... bhe' potrei anche essere favorevole ...... forse ....
@ ZENITeNADIR: Io invece credo che sia stato fatto poco o nulla per trovare fonti energetiche alternative. Solamente dopo un'accertata insufficienza di energia, potrebbero essere concepite le centrali nucleari. Il nocciolo del problema sono le nostre abitudini dispendiose e la mancanza di volontà politica di cambiare le cose. Per interesse, ovviamente. Interesse di pochi a scapito di tutti. Comunque, il prezzo da pagare con le centrali è elevatissimo. Vale la pena di rischiare così tanto? Certezze non ce ne sono, c'è sempre da mettere in conto l'errore umano o le catastrofi naturali. Che poi, catastrofi non sono. Perchè la natura segue il suo corso, è l'uomo che si deve adeguare.
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Io invece credo che sia stato fatto poco o nulla per trovare fonti energetiche alternative. Solamente dopo un'accertata insufficienza di energia, potrebbero essere concepite le centrali nucleari. Il nocciolo del problema sono le nostre abitudini dispendiose e la mancanza di volontà politica di cambiare le cose. Per interesse, ovviamente. Interesse di pochi a scapito di tutti. Comunque, il prezzo da pagare con le centrali è elevatissimo. Vale la pena di rischiare così tanto? Certezze non ce ne sono, c'è sempre da mettere in conto l'errore umano o le catastrofi naturali. Che poi, catastrofi non sono. Perchè la natura segue il suo corso, è l'uomo che si deve adeguare.
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