
(Da: livenews24.it)
"Se non fai fuoco ti diamo fuoco"
La nuova bandiera della gioventù libica, una fiumana ribollente armata di ruspe, pietre e bastoni, è quella vecchia dell'indipendenza: verde rossa e nera.
La battaglia di Bengasi è durata quattro giorni, dal 17 al 20 febbraio. E' stata molto cruenta. Gheddafi, in un suo scritto recitava : "La posizione corretta davanti alla morte è il confronto. La fuga all'estero non vi salva". Ha fatto della sua rivoluzione del 1969 un mestiere permanente. Gliela darà lui una lezione.
Doveva esserci una pacifica manifestazione lanciata da un gruppo di ragazzi su Facebook, aveva aderito anche l'Ordine degli avvocati. Si prevedevano cento, massimo duecento persone, invece il potere aveva già assoldato i mercenari che sono entrati nelle caserme con l'ordine di uccidere. Sono africani del Ciad e del Ghana e del Niger con bandane gialle che si spostano a presidio dei tunnel, chilometri di gallerie che dalla caserma si irradiano nel sottosuolo di Bengasi, altri si schierano nella fortezza armati di kalashnikov, razzi e missili terra aria a medio raggio.
Arrivano alla spicciolata gli attivisti, sul lungomare della città vecchia. L'idea era di chiedere a Gheddafi riforme veloci, lotta alla corruzione, i più elementari diritti umani.
Alla fine erano forse mille persone: donne uomini, giovani e vecchi. E' stato allora che il regime ha cominciato ad ammazzare la gente.
Alcuni soldati si rifiutano di sparare alla folla, i mercenari, mettendo loro una pistola alla testa, li hanno minacciati: "Sparate alla gente". Molti soldati sono stati bruciati vivi. Dal 19 l'intera popolazione di Bengasi era in strada, pazza di rabbia. Molti soldati si sono rifiutati di partecipare alla carneficina, i mercenari li portavano in un angolo, gli versavano la benzina addosso e li bruciavano. E' andata avanti così: con la gente uccisa fuori e i soldati bruciati dentro.
In quelle giornate ci furono 300 morti. Quando l'erede designato al regime, Saif el Islam, è apparso in Tv e ha minacciato la guerra civile e intimato alla popolazione la sottomissione, gli animi si sono incendiati ancora di più. Saif ha trattato il popolo come fosse schiava, come se i Gheddafi fossero proprietari di tutto: la terra, le persone e gli animali. Quel giorno centinaia di migliaia di persone avanzarono come stregate verso le mura della base, senza fermarsi nè rallentare, senza curarsi del prezzo da pagare.
Volevano creare un nuovo Paese, una nuova Costituzione, una società con partiti politici.
Ma è un esercito senza fondi e con poche armi. Secondo i generali, il 75% delle Forze Armate ha disertato. Un colonnello dice: "Noi non abbiamo combattuto e non combatteremo, questa rivoluzione non è nostra ma del popolo". E' il popolo tutto contro la dittatura.
Poi, c'è il resto del mondo, i problemi economici che questa guerra comporta, lo sconvolgimento della Borsa e degli accordi. Sembra che stia a guardare come finirà. Per adesso non interviene nessuno, nemmeno i Caschi Blu dell'Onu. E' una guerra del popolo libico.
"Sono certo che d'ora in poi i Paesi europei faranno più attenzione nel ricevere a cena i dittatori" (Tahar Ben Jelloun)
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Sicuri-sicuri che sarà così???
venerdì 18 marzo 2011
Una libertà negata
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Questa storia e' piena di intrallazzi politici a livello mondiale .... ancora e' troppo presto per sapere realmente cosa c'e' sotto.
RispondiEliminaQuesta storia e' piena di intrallazzi politici a livello mondiale .... ancora e' troppo presto per sapere realmente cosa c'e' sotto.
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Non è difficile immaginarselo. Gli intrighi politico-economici non lavorano per la pace, ma per interesse. Sono la maggiore causa di guerre insieme al radicalismo religioso. E' sconvolgente quanto la fede in un Dio possa assomigliare all'amore per il denaro...
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Non è difficile immaginarselo. Gli intrighi politico-economici non lavorano per la pace, ma per interesse. Sono la maggiore causa di guerre insieme al radicalismo religioso. E' sconvolgente quanto la fede in un Dio possa assomigliare all'amore per il denaro...
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