venerdì 11 marzo 2011

Tuteliamo i nostri interessi: banche


Image and video hosting by TinyPic




La banca deve rimborsare gli interessi perduti se vi ha diminuito il tasso di interesse sul libretto di risparmio nominativo o al portatore senza avervelo comunicato.
Infatti la banca può variare le condizioni del libretto ma deve seguire l'articolo 118 del Testo unico bancario (Tub): il cliente deve essere sempre informato dei cambiamenti contrattuali unilaterali previsti dalla legge. Dopo aver ricevuto la comunicazione scritta dalla banca, il cliente ha a disposizione 60 giorni di tempo per recedere dal rapporto.
L'organismo di conciliazione al quale ci si può rivolgere per risolvere le controversie tra clienti e banche, è l'Arbitro bancario e finanziario (Abf). Spetta all'istituto di credito l'onere della prova di aver effettuato la relativa comunicazione prevista dalla legge che, se non viene rispettata, annulla le variazioni sfavorevoli per il cliente.
Se nel vostro libretto di risparmio sono state fatte riduzioni del tasso d'interesse (lo vedete chiedendo il rendiconto periodico), avete diritto di farvi accreditare i maggiori interessi per il periodo in cui il tasso è stato ridotto, quando la banca non ha seguito l'iter previsto dalla legge. Questa regola vale per le variazioni successive al 4 luglio 2006, data di entrata in vigore delle disposizioni Bersani, che hanno introdotto le comunicazioni personali nell'articolo 118 del Tub. Per riavere il vostro denaro, dovete chiederlo alla vostra banca tramite una lettera all'ufficio reclami in cui specificate tutti i vostri dati, quelli della vostra banca, il numero del libretto, la sua data di apertura e il riferimento della mancata applicazione dell'art. 118 del TUB. Nel testo dovete specificare da che data è sceso il tasso d'interesse e che non avete ricevuto alcuna comunicazione scritta come da legge, rendendo sfavorevole il deposito. Chiedete di riaccreditare sul libretto n. ... i maggiori interessi calcolati al tasso ante variazione indicando il valore del tasso. Finite con l'avviso che, in caso di risposta insoddisfacente o di mancata risposta, vi rivolgerete all'Arbitro bancario e finanziario della Banca d'Italia per fare ricorso.
La banca ha 30 giorni per rispondere, se non lo fa, fate ricorso all'Arbitro bancario e finanziario, il modulo è scaricabile dal sito www.arbitrobancariofinanziario.it. Dovrete pagare 20 euro, che vi saranno restituiti dopo la vittoria del ricorso.
 

 

4 commenti:

  1. La cosa piu' indecorosa e' che sempre ... e sottolineo sempre.... sia nel pubblico che nel privato devi stare in guardia per non beccare una qualsivoglia fregatura e sempre ci sono: clausole vessatorie, doppi sensi, trabocchetti, cavilli e cose astruse . Non ci si puo' veramente proprio piu' fidare di nessuno ecco!

    RispondiElimina
  2. La cosa piu' indecorosa e' che sempre ... e sottolineo sempre.... sia nel pubblico che nel privato devi stare in guardia per non beccare una qualsivoglia fregatura e sempre ci sono: clausole vessatorie, doppi sensi, trabocchetti, cavilli e cose astruse . Non ci si puo' veramente proprio piu' fidare di nessuno ecco!

    RispondiElimina
  3. @ ZENITeNADIR: Mi piace lo smilie finale col sorrisone...
    No. Non è concesso fidarsi. E' un lusso, una sconsideratezza e una superficialità che poi paghiamo anche in denaro sonante. Se fosse vivo mio padre, sarebbe prostrato...la vecchia concezione della banca non esiste da molti anni. Lui diceva che questo (una volta serissimo) istituto era diventato paragonabile a una bottega qualunque. Col negoziante che frega sul peso...
    Le banche (a parte le truffe premeditate di qualche anno fa che hanno mandato sul lastrico molte persone) contano moltissimo sulla nostra distrazione. A loro frutta miliardi...meglio saperne il più possibile.

    RispondiElimina
  4. @ ZENITeNADIR: Mi piace lo smilie finale col sorrisone...
    No. Non è concesso fidarsi. E' un lusso, una sconsideratezza e una superficialità che poi paghiamo anche in denaro sonante. Se fosse vivo mio padre, sarebbe prostrato...la vecchia concezione della banca non esiste da molti anni. Lui diceva che questo (una volta serissimo) istituto era diventato paragonabile a una bottega qualunque. Col negoziante che frega sul peso...
    Le banche (a parte le truffe premeditate di qualche anno fa che hanno mandato sul lastrico molte persone) contano moltissimo sulla nostra distrazione. A loro frutta miliardi...meglio saperne il più possibile.

    RispondiElimina