
Terremoto in Abruzzo
(Da: vivicantu.com)
Il terremoto giapponese dell'11 marzo è stato 20.000 volte più violento di quello dell'Aquila del 6 aprile 2009. Cosa accadrebbe se questo fosse accaduto in Italia? Catania, una delle città a maggior rischio sismico, con i suoi cittadini abituati a convivere con l'Etna, hanno amministratori che dedicano poca attenzione al pericolo di un terremoto catastrofico. Non ci sono piani di evacuazione, non si tengono esercitazioni, non si risanano i vecchi quartieri popolari con strade strette, vere e proprie trappole. Simuliamo una scossa principale di magnitudo 7,5 Richter con epicentro a mare, 50 km a est di Catania, e profondità di 15 km. Potrebbe succedere questo:
Uno tsunami con un fronte d'onda di 15 metri si abbatte sulla spiaggia e sull'intera costa rimontando fino alle pendici dell'Etna. L'acqua, carica di ogni tipo di oggetti (auto, ciclomotori, alberi, barche, mattoni...) crivella i palazzi rivieraschi, i primi piani delle abitazioni e le strade, uccidendo migliaia di persone che erano uscite di casa alla fine delle scosse. Più di 50mila morti, per via dello stato deprecabile delle costruzioni dei quartieri più poveri della città: solo il 5% delle abitazioni era difatti in grado di resistere al sisma. Il terremoto e lo tsunami distruggono scuole, edifici pubblici, strade, autostrade, ferrovie e il porto. Ma anche poderi e case di campagna. Si formano molti laghi artificiali rivieraschi perchè le acque non rientrano in mare. Fratture ovunque sul terreno. Altre scosse di magnitudo superiore a 6 Richter funestano l'intera regione per settimane, radendo al suolo gli edifici già lesionati. La Protezione civile si muove con estrema difficoltà perchè nessuno sapeva cosa fare in caso di terremoto. Anche la centrale nucleare impiantata nella periferia sud in cambio di una grossa cifra in milioni di euro (spesi non si sa come), è stata fermata e uno dei due reattori ha subìto una fuoriuscita di materiale radioattivo. Si è poi scoperto che, al posto del cemento armato, era stato messo un impasto di sabbia e pochissimo ferro nel pavimento. La magistratura apre un'inchiesta.
Questo racconto è la cronaca, trasposta a oggi, di quanto avvenne a Catania nel 1693, quando un terremoto uccise 15mila persone e i Borbone furono costretti a fucilare per strada gli sciacalli che si aggiravano fra le macerie. Tutto basato su dati reali, tranne uno: basterebbe un terremoto di magnitudo 6,5 Richter per devastare ogni cosa.
In questo stato si trova la gran parte d'Italia a rischio sismico.
martedì 29 marzo 2011
Se il terremoto del Giappone si abbattesse in Italia
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.... una scossa come quella Giapponese a Catania? si'???? Con tutti quei 'Richer' e lo 'Tzunamino' per contorno? si???? Bene! ! Allora possiamo essere sicuri che non sarebbe un problema solo della Sicilia ... perche' da noi cadrebbero anche i palazzi in provincia di Milano !!!! E come dice il proverbio: mal comune mezzo gaudio ! Si' cadrebbe tutto da tutte le parti compresa la protezione civile . Per le costruzioni antiche e i monumenti non si puo' fare nulla, per le nuove costruzioni non si e' voluto fare nulla ..... quindi ..... .... ehm c'e' ben poco da fa' . Per finire e per essere chiari, penso che a noi non serve far scomodare un signor terremoto e mister tzunami ..... ci bastano una quarantina di giorni di pioggia 'sostenuta' per ritrovarsi devastati
RispondiElimina.... una scossa come quella Giapponese a Catania? si'???? Con tutti quei 'Richer' e lo 'Tzunamino' per contorno? si???? Bene! ! Allora possiamo essere sicuri che non sarebbe un problema solo della Sicilia ... perche' da noi cadrebbero anche i palazzi in provincia di Milano !!!! E come dice il proverbio: mal comune mezzo gaudio ! Si' cadrebbe tutto da tutte le parti compresa la protezione civile . Per le costruzioni antiche e i monumenti non si puo' fare nulla, per le nuove costruzioni non si e' voluto fare nulla ..... quindi ..... .... ehm c'e' ben poco da fa' . Per finire e per essere chiari, penso che a noi non serve far scomodare un signor terremoto e mister tzunami ..... ci bastano una quarantina di giorni di pioggia 'sostenuta' per ritrovarsi devastati
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: L'urbanistica, dopo i Romani, non è più stata materia utilizzata nei progetti di espansione dei paesi e delle città. E' una branca molto importante che serve per ottimizzare la viabilità, i servizi, le infrastrutture e i luoghi giusti per costruire in sicurezza (lontano da fiumi, torrenti, terreni franosi, ecc). Poi esiste (udite udite) una figurina altrettanto ignorata: il geologo. Deve andare "a braccetto" con l'urbanista. Lui deve sapere con esattezza dove l'urbanista deve lavorare. Solo DOPO arriva l'ingegnere e l'architetto, a fare i suoi progetti per case, condomini e ville. Invece, per lo più, le nuove realizzazioni "urbanistiche" vengono progettate alla carlona, non si vuole spendere per consulti professionali, spesso è lo stesso Comune che decide i lotti casomai mandandoci un mero geometrino che di ste cose non sa una sega. Ma è il geometra del Comune! Perbacco! Poi, ci sono leggi mai scritte sulle costruzioni antisismiche (sempre sul nuovo) che avrebbero dovuto OBBLIGARE i costruttori a eseguirle. Controllando e facendo seguire la non mancata applicazione con l'arresto. O vediamo se continuano a costruire le case con la sabbia...Poi c'è la dolorosa materia del risparmio energetico, anche qui, per niente favorito nè obbligatorio. Che dire? Un gran casino. A scapito delle gente, ehhh!
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: L'urbanistica, dopo i Romani, non è più stata materia utilizzata nei progetti di espansione dei paesi e delle città. E' una branca molto importante che serve per ottimizzare la viabilità, i servizi, le infrastrutture e i luoghi giusti per costruire in sicurezza (lontano da fiumi, torrenti, terreni franosi, ecc). Poi esiste (udite udite) una figurina altrettanto ignorata: il geologo. Deve andare "a braccetto" con l'urbanista. Lui deve sapere con esattezza dove l'urbanista deve lavorare. Solo DOPO arriva l'ingegnere e l'architetto, a fare i suoi progetti per case, condomini e ville. Invece, per lo più, le nuove realizzazioni "urbanistiche" vengono progettate alla carlona, non si vuole spendere per consulti professionali, spesso è lo stesso Comune che decide i lotti casomai mandandoci un mero geometrino che di ste cose non sa una sega. Ma è il geometra del Comune! Perbacco! Poi, ci sono leggi mai scritte sulle costruzioni antisismiche (sempre sul nuovo) che avrebbero dovuto OBBLIGARE i costruttori a eseguirle. Controllando e facendo seguire la non mancata applicazione con l'arresto. O vediamo se continuano a costruire le case con la sabbia...Poi c'è la dolorosa materia del risparmio energetico, anche qui, per niente favorito nè obbligatorio. Che dire? Un gran casino. A scapito delle gente, ehhh!
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