domenica 13 marzo 2011

La conciliazione


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Serve per alleggerire l'attività dei tribunali, cercando di risolvere velocemente alcune liti prima di arrivare davanti al giudice, in modo extragiudiziale.
Scatta dal 20 marzo l'obbligo di conciliazione per alcune materie. Si stima che, in questo modo, un milione di controversie all'anno dovranno obbligatoriamente passare per questa procedura, che muoverà circa un miliardo di euro l'anno, stimando in circa 500 euro la media delle spese che dovranno pagare le parti per usare questo tipo di mediazione.
Queste le materie, oltre alle telecomunicazioni, che prevede la legge: condominio; diritti reali (proprietà usufrutto, ecc); eredità, patti di famiglia; affitto; contratti assicurativi, bancari e finanziari; risarcimento danni per incidente d'auto; risarcimento danni da responsabilità del medico; risarcimento danni per diffamazione a mezzo stampa o attraverso un altro mezzo pubblicitario.
Anche se la conciliazione è obbligatoria in queste materie, se le parti in lite sono d'accordo, possono ricorrere a questo strumento anche per altre questioni. 
Il procedimento di media-conciliazione per legge deve durare al massimo 4 mesi. I dati forniti dalle Camere di commercio, per le conciliazioni effettuate nei primi 6 mesi del 2010, fanno una media di conclusione delle controversie di 2 mesi.
Il primo passo è fare domanda all'organismo di conciliazione, scelto liberamente dalle parti in lite. Gli enti di mediazione possono essere pubblici o privati e devono essere iscritti in uno speciale registro tenuto dal ministero della Giustizia. Ci si può informare alle Camere di commercio o ai Consigli dell'ordine forense presso i tribunali, in attesa che il ministero pubblichi le liste ufficiali.
Se, con la conciliazione, le parti si accordano, diventa esecutiva. Se non c'è un accordo il mediatore può fare una proposta di risoluzione della lite, che può essere accolta o respinta. Se non si trova ancora una soluzione, la controversia passa alla giustizia ordinaria. Se la sentenza del tribunale corrisponde interamente alla proposta fatta dal mediatore ed è rifiutata da una delle parti, quest'ultima  dovrà pagare tutte le spese processuali (anche se ha vinto la causa).
Le tariffe (indennità) da pagare agli organismi di conciliazione sono approvate dal ministero della Giustizia. Chi ha un reddito annuo lordo non superiore a 10.628 euro gode del gratuito patrocinio (non paga nulla).
Se la persona convive col comiuge o altri familiari, il reddito si intende come la somma di tutti i redditi familiari. Entrambe le parti devono versare anticipatamente la cifra fissa di 40 euro per le spese di avvio del procedimento. Poi ci sono le spese di mediazione che variano a seconda dell'importo oggetto della lite. Qui sotto, le spese pro capite per la mediazione obbligatoria effettuata con organismi pubblici. Nel caso di ricorso spontaneo alla conciliazione le spese pro capite aumentano di un terzo. Nel caso di questione particolarmente complessa, possono aumentare fino a un quinto, il chè vale anche nel caso in cui il mediatore faccia la proposta di conciliazione quando le parti non si mettono d'accordo.

VALORE CONTROVERSIA        SPESA PRO CAPITE

Fino a 1.000 euro                   44      euro
da 1.001 a 5.000        87
da 5.001 a 10.000     160
da 10.001 a 25.000     240
da 25.001 a 50.000   400
da 50.001 a 250.000    667
da 250.001 a 500.000    1.333
da 500.001 a 2.500.000    2.533
da 2.500.001 a 5.000.000    3.467
oltre 5.000.000             6.133

Se la questione si conclude positivamente con un accordo tra le parti, il verbale che ne consegue è esente dall'imposta di registro se la controversia ha un valore fino a 50.000 euro. In caso del successo del tentativo di mediazione alle parti viene concesso un credito d'imposta da recuperare nella dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 500 euro, per il pagamento dell'indennità versata.

Gli obiettivi principali della conciliazione obbligatoria sono di scoraggiare la litigiosità degli italiani e diminuire l'intasamento dei procedimenti della giustizia ordinaria.
Se la mediazione ha successo le parti risparmiano tempo e denaro, si spendono meno soldi rispetto a una causa civile e la questione deve risolversi obbligatoriamente entro 4 mesi.
Se le parti rimangono irrigidite nelle loro posizioni, la conciliazione le penalizza sia in termini di tempo sia per il denaro: dopo 4 mesi senza risultato, si ricomincia tutto daccapo nelle aule del tribunale.


 

4 commenti:

  1.   speriamo che questi 'abbreviamenti' servano a snellire le controversie minori in modo da non intasare la giustizia ordinaria .........  invece al contrario: speriamo che la giustizia ordinaria non dorma ancor di piu' sapendo che il lavoro minore glielo svolge la conciliazione  ..... insomma! sbrighemose!

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  2.   speriamo che questi 'abbreviamenti' servano a snellire le controversie minori in modo da non intasare la giustizia ordinaria .........  invece al contrario: speriamo che la giustizia ordinaria non dorma ancor di piu' sapendo che il lavoro minore glielo svolge la conciliazione  ..... insomma! sbrighemose!

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  3. @ ZENITeNADIR: Ahahaha! La Storia d'Italia!

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  4. @ ZENITeNADIR: Ahahaha! La Storia d'Italia!

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