
(Da: 4.bp.blogspot.com)
In treno, poi a piedi fino alla traversata finale: le gelide acque tra Turchia e Grecia. Tutta l'attenzione è sul Mediterraneo, ma l'80% dei clandestini oggi in Europa e in Italia arriva così. Fra gli orrori dei centri di detenzione, le botte della polizia, le agevolazioni del governo turco. Fino al muro che le autorità di Atene stanno tentando di costruire.
Tunisini, egiziani, libici, tanti passeranno da qui. Arrivano anche con voli low cost Algeri-Istanbul, e poi a piedi fino in fondo, al fiume Evros dalle acque limacciose, che divide la Grecia dalla Turchia. Secondo l'Agenzia europea per l'immigrazione, nei prossimi mesi potrebbero arrivare nell'Unione 1,5milioni di persone dall'Italia e da Malta, ma soprattutto dalla Grecia, perchè qui c'è l'unico confine terrestre tra il Vecchio Continente e il mondo arabo, segnato solamente dai 200 chilometri dell'Evros.
Davanti al villaggio di Soufli il fiume è largo poco più di 20 metri e ogni notte, in qualsiasi stagione, a nuoto o su piccoli canotti, da qui arrivano decine di immigrati. Gli afflussi sono aumentati nel 2008, quando Italia e Spagna hanno firmato accordi anti-immigrazione con i Paesi del Maghreb, come quello con la Libia. La Turchia (che non ha rapporti idilliaci con la Grecia) da qualche anno non chiede più il visto ai cittadini provenienti da Marocco, Tunisia, Libia e diversi altri Paesi. Basta perciò raggiungere Istanbul e poi puntare verso il confine. Mentre in Italia, soprattutto da Lampedusa, nel 2010 sono arrivati poco più di 3mila clandestini, in Grecia il totale è stato di oltre 132mila: 360 persone al giorno, quasi l'80% di tutti gli ingressi illegali in Europa.
Per aiutare la polizia greca a contenere il flusso, lo scorso novembre il Frontex ha inviato 175 uomini, ma le rivoluzioni arabe hanno reso insufficienti anche le strutture.
Solo l'anno scorso nelle gelide acque dell'Evros sono morte 44 persone. I più fortunati vengono di solito intercettati dalla polizia greca e finiscono nei centri di detenzione dove possono rimanere anche 6 mesi, se non vengono riconosciuti rifugiati politici. Lungo il confine greco cei sono 5 centri, ma l'unico vero è a Filakio, è un casermone triste con stipate 670 persone, anche se ce ne dovrebbero stare massimo 400. Non c'è spazio per dormire nè docce, non ci sono spazi all'aria aperta, i locali sono sporchi e i bagni pochi. A gennaio la Corte europea per i diritti dell'uomo ha dichiarato che le condizioni nei centri di detenzione greci sono tali da sfiorare la tortura.
Il governo greco, per arginare il flusso migratorio, alle prese anche con una crisi economica senza precedenti, ha deciso di erigere un muro nella zona più porosa del confine, una striscia di terra di 12,5 chilometri dove il fiume Evros si riduce a acquitrinio, rendendo più facile il passaggio. In questo punto nel 2010 è transitata più della metà degli irregolari entrati in Grecia via Turchia.
Il problema dell'immigrazione, in un Paese in cui su 11milioni di abitanti 2milioni sono stranieri, si sente in maniera pesante, con episodi di xenofobia, soprattutto nella capitale.
La barriera però potrebbe non risolvere il problema e allora il portavoce della polizia greca parla del progetto di costruirne di nuovi e di realizzare centri galleggianti su barche.
Dice che questo non è un problema solo greco. E ha ragione...
domenica 20 marzo 2011
L'esodo (quello vero) passa dal fiume Evros
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ecco! La soluzione piu' ovvia, per aiutare chi ha bisogno, sarebbe quella di iniziare a investire nei loro Paesi, creare occupazione e gettare le basi per una qualsivoglia economia ....... purtroppo pero', siccome i mali non vengono mai da soli, la maggior parte delle volte questo diventa impossibile per le cattive condizioni politiche dei luoghi ..... e allora so' ca@@i .... la situazione si trasforma in quella di un cane che si morde la coda
RispondiEliminaecco! La soluzione piu' ovvia, per aiutare chi ha bisogno, sarebbe quella di iniziare a investire nei loro Paesi, creare occupazione e gettare le basi per una qualsivoglia economia ....... purtroppo pero', siccome i mali non vengono mai da soli, la maggior parte delle volte questo diventa impossibile per le cattive condizioni politiche dei luoghi ..... e allora so' ca@@i .... la situazione si trasforma in quella di un cane che si morde la coda
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Purtroppo non tutti i Paesi sono disposti a collaborare favorendo gli aiuti. Altri li favoriscono, ma il denaro rimane fra le mani di pochi non attuando nessuna politica migliorativa. Se mandi tecnici spesso si trovano ad agire in piccole aree. Insomma, non è mai stato possibile aiutare in modo proficuo e soddisfacente un intero popolo. Viene da pensare che i "papaveri" che tirano le fila dell'economia mondiale non abbiano alcuna intenzione di migliorare i Paesi poveri. Sembrerebbe preferiscono rimangano così. Fra guerre, fame, stupri, scontri fra etnie, isolamento e disperazione.
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Purtroppo non tutti i Paesi sono disposti a collaborare favorendo gli aiuti. Altri li favoriscono, ma il denaro rimane fra le mani di pochi non attuando nessuna politica migliorativa. Se mandi tecnici spesso si trovano ad agire in piccole aree. Insomma, non è mai stato possibile aiutare in modo proficuo e soddisfacente un intero popolo. Viene da pensare che i "papaveri" che tirano le fila dell'economia mondiale non abbiano alcuna intenzione di migliorare i Paesi poveri. Sembrerebbe preferiscono rimangano così. Fra guerre, fame, stupri, scontri fra etnie, isolamento e disperazione.
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