sabato 26 marzo 2011

I Walser


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(Da: girovagandointrentino.it)



I Walser sono un'antichissima comunità che vive ai piedi del Monte Rosa, abitano piccoli villaggi di montagna e parlano un dialetto che deriva dal tedesco. Sono molto gelosi delle loro tradizioni.
Questa popolazione dal Medioevo ha cambiato il concetto di sodalizio familiare, il loro simbolo è un cuore con una specie di croce sopra e dieci stelle dentro. Il cuore significa unità, le dieci stelle sono le comunità Walser della valle. Il colore bianco e rosso è un omaggio alla bandiera austriaca, la croce runica è un simbolo legato al dio Odino, signore del commercio. Le loro radici si integrano perfettamente con l'appartenenza italiana: non si è Walser senza essere italiani.
Il Monte Rosa guarda i Walser da quando si sono insediati lì, intorno al 1200. Sono quasi mille anni di contatto viscerale, religioso, che ha portato questa gente a diventare la grande famiglia italiana che parlava tedesco e che ancora parla dialetti di Germania tra cui il "tisch" e il "toitschu". E' un fatto di autosufficienza. Tutto inizia nell'800, quando il grande incremento demografico porta molte famiglie della zona di Francoforte a traslocare a causa della mancanza di spazi dove vivere. Prima vanno in Svizzera, poi si stabiliscono nel Vallese prendenso il nome di Walliser, che il dialetto trasforma in Walser. Si insediano in zone di montagna dove non c'è niente, oltre ai boschi, radure e acqua. L'acqua è il principio dei Walser. Il loro sostentamento nasce al cospetto di una fonte intorno alla quale si costruiscono piccoli villaggi sui crinali delle montagne: una chiesa, un camposanto annesso, poche case. Dalla fonte si scavano solchi che portano acqua a ogni nucleo familiare per fare il pane di segale (elemento quasi sacro), il formaggio, allevare bestiame e coltivare la terra. I Walser riescono così a sostentarsi da soli, diventando l'esempio di solidarietà più efficiente di tutta Europa: ogni nucleo aiuta l'altro, la montagna li aiuta a diventare centri chiusi dove si radicano precise tradizioni. Ogni famiglia era una "repubblica" autonoma in dialogo con le altre attraverso i capifamiglia. Una storia, la loro, che oscilla tra unità e isolamento, dal distacco da quello che avveniva intorno. Il principio di unione dei Walser deriva dalle difficoltà che hanno dovuto affrontare per vivere in quelle zone dove non voleva vivere nessuno. Questo sodalizio ha creato un senso religioso profondo (danze, canzoni e leggende tramandate oralmente durante la "setz", la veglia serale), uno stile di vita semplice. L'Unità d'Italia ha cambiato la lingua: nelle scuole è stato tolto il tedesco per parlare italiano, ma a casa si è continuato a parlare il dialetto. Loro sentono l'autonomia territoriale della Valle d'Aosta, come i siciliani e i sardi sentono la loro. 
Essere Walser è sentirsi in un'unità culturale senza dimenticare di essere italiani.


 

2 commenti:

  1.  E' molto bello continuare a far vivere le proprie tradizioni soprattutto se si basano sul mutuo soccorso dell'altro . Non li conosco personalmente ma immagino che la chiusura al mondo esterno sia ben bilanciata con il concetto di famiglia allargata!

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  2. @ ZENITeNADIR: Conservare le proprie tradizioni è importantissimo perchè, in genere, sono positive e bilanciano la disgregazione a cui assistiamo dei valori. Il mutuo soccorso è importantissimo, devi averlo nel sangue e lo impari vivendo in una comunità che ne fa un principio di vita. Che sia per bontà d'animo o per necessità non importa. E' l'attenzione per gli altri e una sicurezza per sè stessi, di non esser mai soli nelle difficoltà. Non è poco. Vale più dell'oro.

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