
L'idea è che lo Stato centrale dovrà progressivamente eliminare i trasferimenti alle amministrazioni locali: Regioni, Province e Comuni. Queste ultime dovranno sopperire alla diminuzione delle entrate calcolando delle addizionali. Il rischio per i cittadini sarà non poter capire quale sia il proprio livello d'imposizione fiscale. L'addizionale regionale verrà rideterminata per assicurare alle Regioni entrate sufficienti a sopperire i trasferimenti statali eliminati. Questo dovrebbe comportare la riduzione delle aliquote irpef statali per far rimanere inalterato il prelievo fiscale complessivo a carico dei contribuenti. La nuova regolamentazione prevede che all'aliquota dell'addizionale, fissata fino al 2012 allo 0,9%, le Regioni possono aggiungere una percentuale massima dello 0,5% sino al 2013, all'1,1% per il 2014 e fino al 2,1% a partire dal 2015. Questa maggiorazione non graverà i primi due scaglioni di reddito di lavoro dipendente e da pensione (da 0 a 28mila euro). E' stato concesso alle Regioni di stabilire alcune detrazioni per carichi di famiglia in aggiunta a quelli previsti dallo Stato e di disporre detrazioni dall'addizionale al posto delle erogazioni di sussidi, voucher, buoni servizio e altre misure di sostegno locale. Le Regioni avranno anche maggior libertà di manovra sull'Irap, che colpisce le aziende, che potrà essere ridotta o azzerata. Ma sembra poco corretto trasferire parte del gettito fiscale di questa imposta sulle spalle del singolo cittadino...
Dal 2014 l'imposta sostitutiva che colpisce le assicurazioni auto diventa di competenza delle Province, con loro libertà di aumentarla al massimo di 2 punti percentuale, portandola dal 12,5 fino al 14,5%. Sempre alle Province verranno ceduti l'accisa sulla benzina e il bollo auto che sarà diviso tra Regioni e Province. L'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica passerà dalle Province allo Stato centrale.
L'Imu, introdotta dal federalismo a livello municipale, è un'unica imposta che accorpa tutte le tasse che hanno a che fare con la casa e sarebbe destinata interamente al Comune in cui si trova l'immobile. Nei fatti , almeno fino allo scorso gennaio, il decreto legislativo che riguarda le modifiche all'imposizione comunale non parla di un'unica imposta che accorpa tutte le altre, ma di introdurre dal 2014 un'imposta municipale propria (Imp) sugli immobili con un'unica aliquota fissata a livello statale e con potere di modifica del Comune entro un massimo del 0,3%.Questa imposta prevede un versamento in 4 rate ed esclude dall'imposizione l'abitazione principale.
Attualmente è previsto il pagamento dell'imposta delle case date in affitto tramite la dichiarazione dei redditi, versando la propria aliquota marginale Irpef (dal 23% al 43%) sull'85% del canone di locazione annuo percepito. La "cedolare secca" invece prevede (sempre al gennaio di quest'anno) il pagamento del 20% forfettario sul canone di locazione. Chi per un affitto annuo ricava 10mila euro, si situa nel primo scaglione di reddito Irpef (fino a 15mila euro) e potrebbe pagare qualcosa in più di tasse con la cedolare, ma chi sta nell'ultimo scaglione di reddito (oltre 75mila euro) può risparmiare intorno ai 1700 euro annui.
Gli enti locali potrebbero trovare soluzioni innovative per gestire al meglio la spesa pubblica, il che permetterebbe ai cittadini una migliore percezione della gestione dei soldi pubblici, con un riscontro dell'effettivo impiego di quanto versato.
Dovrebbe risultare più semplice per le amministrazioni locali trovare soluzioni adeguate ai problemi che la cittadinanza affronta sul territorio in cui vive.
La legge però ha messo bassi limiti, che permettono agli enti locali di aumentare le tasse ai cittadini senza che ci sia la garanzia di incrementi dei servizi pubblici.
sabato 12 marzo 2011
Federalismo fiscale 2
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L'ultima frase di questo post e' quella che mi fa' piu' paura ........ speriamo di non diventare come nei film degli anni andati .... ovvero dei tartassati . Questi che stanno accadendo sono dei cambiamenti radicali, esperienza consiglia che ogni volta che si sono cercate semplificazioni e agevolazioni ci samo ritrovati nelle complicazioni e nei tartassamenti ...... spero di sbagliare
RispondiEliminaL'ultima frase di questo post e' quella che mi fa' piu' paura ........ speriamo di non diventare come nei film degli anni andati .... ovvero dei tartassati . Questi che stanno accadendo sono dei cambiamenti radicali, esperienza consiglia che ogni volta che si sono cercate semplificazioni e agevolazioni ci samo ritrovati nelle complicazioni e nei tartassamenti ...... spero di sbagliare
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: E una ragione c'è! Da noi, la quasi totalità delle "innovazioni" porta con sè novità nefaste. In primis, l'inadeguatezza delle realtà che dovrebbero applicarle coscienziosamente.
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: E una ragione c'è! Da noi, la quasi totalità delle "innovazioni" porta con sè novità nefaste. In primis, l'inadeguatezza delle realtà che dovrebbero applicarle coscienziosamente.
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