lunedì 28 marzo 2011

Disastri naturali


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(Da: dynamick.it)



E' più vicina a noi la poverissima Haiti, rasa al suolo da un terremoto nel 2010, del Giappone. Morirono 250mila persone. Eppure avvertiamo la catastrofe del Pacifico più "vicina" a noi. Questo perchè la concatenazione micidiale del sisma, dello tsunami e della radioattività fuoriuscita dalle centrali nucleari giapponesi mette in discussione il nostro modo di vivere.
Non ci sentiamo più al riparo dal resto del mondo, che ci entra in casa. Siamo costretti a misurarci con le grandi catastrofi così come con l'aleatorietà dei rifornimenti energetici, gli scambi commerciali e i conflitti sociali. Ammiriamo l'antica capacità nipponica di vivere il cataclisma senza dare in escandescenze, scopriamo quanto sia preziosa la filosofia della provvisorietà, il senso di una solidarietà generata dall'abitudine a convivere col terremoto. La globalizzazione è anche un arricchimento culturale, non solo una minaccia alle nostre abitudini.
Anche l'Italia è una regione sismica del pianeta, ma a noi basterebbe un terremoto di forza inferiore a quello giapponese per provocare danni ancora più gravi, come la storia insegna. Da noi i fondi vanno per costruire il ponte sullo Stretto di Messina. E se sti soldi andassero invece per una pianificazione antisismica del territorio? Possiamo ritenere che le centrali nucleari volute dal governo non comporterebbero un eccesso di pericoli?
Il nostro modello di sviluppo è usurato, il ruolo di una classe dirigente si misura dalla capacità di rinegoziare, non a questo modello di sviluppo cui ci siamo pigramente consegnati nella speranza di prolungare una condizione residuale di benessere. Chiuderci in noi stessi, mentre il mondo ribolle, è un'illusione letale, non riusciremo a isolarci nel rimpianto del bel tempo andato.

 

 

4 commenti:

  1. Noi viviamo quest'immobilismo perche' sappiamo benissimo che ' la situazione non potrebbe altro che peggiorare'. Ma non e' cosi' il cittadino (immobile), che anzi sempre spera in meglio, ma le istituzioni .  A noi, non un disastro ambientale, ma una semplice buca su un'importante autostrada, riuscirebbe a metterci in subbuglio ..... progetti, tecnici, commissioni, etc etc tanto tempo e denaro verrebbero bruciati in chiacchiere e cartacce senza arrivare alla soluzione. Le altre persone del mondo, quando subiscono sciagure, vengono soccorse e aiutate a ricostruire tutto in un battibaleno, noi rimaniamo abbandonati a noi stessi. . Le sofferenze sono uguali, ma loro sanno che possono sperare ......

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  2. Noi viviamo quest'immobilismo perche' sappiamo benissimo che ' la situazione non potrebbe altro che peggiorare'. Ma non e' cosi' il cittadino (immobile), che anzi sempre spera in meglio, ma le istituzioni .  A noi, non un disastro ambientale, ma una semplice buca su un'importante autostrada, riuscirebbe a metterci in subbuglio ..... progetti, tecnici, commissioni, etc etc tanto tempo e denaro verrebbero bruciati in chiacchiere e cartacce senza arrivare alla soluzione. Le altre persone del mondo, quando subiscono sciagure, vengono soccorse e aiutate a ricostruire tutto in un battibaleno, noi rimaniamo abbandonati a noi stessi. . Le sofferenze sono uguali, ma loro sanno che possono sperare ......

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  3. @ ZENITeNADIR: Il nostro "senso di solidarietà" è molto aleatorio, appunto. Abbiamo braccia volonterose che aiutano senza risparmiarsi, ma sono niente se rapportate alla volontà dei nostri vari governi di essere "presenti" nei territori disastrati. Soprattutto non ne vogliono sapere di prevenzione. Meglio centinaia di persone sbaraccate dalle loro case che spendere per proteggerle PRIMA del fatto. E' il solito detto di mia madre "Vorìa ma no poso". Non possono perchè tutti i fondi vengono investiti in opere grandiose, spesso inutili, solo per dare "lustro". Palloni gonfiati che non hanno nulla in comune con noi. Il "popolo sovrano" non esiste. 

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  4. @ ZENITeNADIR: Il nostro "senso di solidarietà" è molto aleatorio, appunto. Abbiamo braccia volonterose che aiutano senza risparmiarsi, ma sono niente se rapportate alla volontà dei nostri vari governi di essere "presenti" nei territori disastrati. Soprattutto non ne vogliono sapere di prevenzione. Meglio centinaia di persone sbaraccate dalle loro case che spendere per proteggerle PRIMA del fatto. E' il solito detto di mia madre "Vorìa ma no poso". Non possono perchè tutti i fondi vengono investiti in opere grandiose, spesso inutili, solo per dare "lustro". Palloni gonfiati che non hanno nulla in comune con noi. Il "popolo sovrano" non esiste. 

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