lunedì 23 novembre 2009

Il velo in Egitto

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La diga di Assuan, completata nel 1970, rappresentò l'incarnazione di un sogno: la diga avrebbe portato elettricità nelle campagne, acqua nel deserto, energia alle nascenti industrie della valle del Nilo. Con lo sviluppo, il popolo avrebbe guadagnato dignità e libertà dopo 70 anni di colonialismo britannico. Sei decadi dopo, la diga è diventata il simbolo di spettacolari ambizioni andate a male. A Nasser seguì Anwar Sadat, dopo Sadat arrivò Hosni Mubarak il cui regno consegnerà ai posteri un Paese di mendicanti. La disoccupazione tra i giovani è del 25%, un poliziotto guadagna 150 lire egiziane al mese, venti euro.
Gli egiziani sono tradizionalmente i "terroni" del mondo arabo, li trovi ovunque, nei lavori più umili. L'Egitto è come una scala, ci sono quelli sopra e il resto sta sotto. Mubarak è diventato sinonimo di Malessere, l'Islam è la soluzione. Il popolo è pronto ad applicare il Corano e la Sunna (gli insegnamenti del Profeta), ma un governo autoritario glielo impedisce. Il Paese ha visto un crollo del turismo del 50% a causa della crisi globale.
Per vedere i volti delle donne bisogna andare dall'hennana, che è un'istituzione delle lande arabe, è la donna che dipinge fiori di hennè sulla pelle delle promesse spose. Sa tutto del suo mondo, ha il polso dell'economia attraverso il borsino dei matrimoni. Da qualche anno gli egiziani si sposano poco, non ci sono i soldi. Quelli che lo fanno restano a vivere dai genitori di lui. Le ragazze rinunciano alla dote e all'anello. Il vestito da sposa si affitta per un giorno. Dopo essersi lasciate affumicare sedute sopra un'anfora a fuoco avvolte in una coperta per fissare le foglie e i fiori che l'hennana aveva disegnato sulle braccia e sulle gambe. In Egitto, chi può permetterselo, si sposa e si risposa, ha molte mogli. Hanno venduto al popolo egiziano, per anni, l'idea dello sviluppo occidentale, quel modello è fallito e sono tornati alle radici. Molte donne hanno deciso di portare il niqab, non portano più i jeans, non mettono il rossetto. La fede più profonda, in fondo, cela sempre un grande dolore. Se a un essere umano rubi il presente, si rifugerà nel Regno dei Cieli.

"Dietro i vetri opachi, le donne erano figure immote, nei loro veli. Cercavo una testa scoperta e non la trovavo"

"Ci hanno rubato il futuro e allora ci rivolgiamo al Padre dei piani alti. Puoi biasimarci per questo?"

"Vivo velata da 8 anni. Uno sceicco in tv mi ha detto come arrivare al Regno dei Cieli"

"Se ho un sogno personale? Ma quali sogni! Qua non si possono più avere sogni"



3 commenti:

  1. Mi ha rattristato questo post. L'Egitto e' stata la culla di una civilta' evolutissima, e sapere che oggi sono in miseria, e' un grande dolore. Spero si ritrovi la forza per far vivere la gente in modo dignitoso in Egitto e laddove ce n'e' bisogno. :o)

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  2. @ ZENITeNADIR: Civiltà è un grande nome. Impegnativo. Si basa sulla democrazia e sul rispetto. La Civiltà si nutre di cultura dell'essere (se stessi con gli altri). Civiltà vuol dire lavorare insieme, al di là delle "caste", per vivere meglio tutti. Chi può, DEVE dare l'opportunità alla speranza e gli strumenti per il suo avveramento. Civiltà non è solo arte e letteratura. E' una "forma mentis" che si sviluppa in molte persone "libere" di "essere". Nell'Antico Egitto molti erano poverissimi e pochi i ricchi e gli acculturati. Non so quanto lo splendore dell'impero egiziano abbia abbagliato i suoi poveri. Certamente, vecchia come il mondo, è la "tradizione" di essere liberi solo per sè stessi.
    Velandosi, la speranza non trova il suo orizzonte. E' come raccogliersi in sè stessi per sopportare meglio il peso di un non-futuro. :o(

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  3. @ ZENITeNADIR: Civiltà è un grande nome. Impegnativo. Si basa sulla democrazia e sul rispetto. La Civiltà si nutre di cultura dell'essere (se stessi con gli altri). Civiltà vuol dire lavorare insieme, al di là delle "caste", per vivere meglio tutti. Chi può, DEVE dare l'opportunità alla speranza e gli strumenti per il suo avveramento. Civiltà non è solo arte e letteratura. E' una "forma mentis" che si sviluppa in molte persone "libere" di "essere". Nell'Antico Egitto molti erano poverissimi e pochi i ricchi e gli acculturati. Non so quanto lo splendore dell'impero egiziano abbia abbagliato i suoi poveri. Certamente, vecchia come il mondo, è la "tradizione" di essere liberi solo per sè stessi.
    Velandosi, la speranza non trova il suo orizzonte. E' come raccogliersi in sè stessi per sopportare meglio il peso di un non-futuro. :o(

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