
Per i ragazzi di Pechino c'è una novità: da quest'anno ci sarà l' "ora di Patria". Uno speciale della tv prodotto dal governo cinese all'apertura della scuola si chiama infatti "Io amo la Cina". I 160milioni di studenti hanno l'obbligo di guardarlo e commentarlo in un tema. Gli insegnanti avranno come obiettivo quello di incoraggiare l'amor di patria tra i giovani, anche per i 60 anni della Repubblica Popolare. La Cina non è il solo Paese dove nell'anno 2009/2010 sono iniziate curiose novità, eccone alcune:
- Nelle Filippine, con una popolazione in continua crescita e povertà che causano problemi ai 21milioni di studenti, le classi superano i 100 alunni e, per farsi sentire da tutti, gli insegnanti faranno lezione col megafono.
- A Gaza e Israele, in classe con velo e tunica. Le studentesse di Gaza sono state "invitate" a indossare un jilbab (tunica) e un hijab (velo) per andare a scuola, pena l'espulsione. Il ministro dell'istruzione israeliano, invece, lascerà liberi gli studenti arabi di non cantare l'inno nazionale di Israele a scuola, "per ridurre le distanze tra ebrei e arabi".
- In Giappone il videogioco da nemico a prezioso alleato. Con l'applicazione Classroom il Nintendo DS entra ufficialmente nelle scuole giapponesi. Esercizi via wireless, pennino per risolverli e correzioni in tempo reale dal febbraio 2010.
- Negli Usa sono sempre di più i distretti scolastici con i conti in rosso. Tra le spese da depennare quest'anno, anche i bus gialli che portano a scuola ogni mattina i bambini di mezza America.
per fortuna non ho frequentato quelle scuole. 8-))) azz
RispondiEliminaciauz tamaz
per fortuna non ho frequentato quelle scuole. 8-))) azz
RispondiEliminaciauz tamaz
@ SoleVittoria: Per fortuna le frequentano solo loro...o per sfortuna? :o(
RispondiEliminaCiauz Laraz! :o)
@ SoleVittoria: Per fortuna le frequentano solo loro...o per sfortuna? :o(
RispondiEliminaCiauz Laraz! :o)
Posto che vai stranezza che trovi........ :o( pero' risolleviamoci pensando che in alcune parti del mondo ancora la scuola non c'e' proprio :o(
RispondiEliminaAnche in Italia, in alcune zone, la scuola non c'è. Nel senso che i genitori non ci mandano i figli. Della serie: non gliene frega una mazza. Anche da noi molti bambini e ragazzini sono spronati al lavoro minorile e quindi non gli è data la possibilità di poter, forse, un giorno, avere un lavoro migliore.
RispondiEliminaAnche in Italia, in alcune zone, la scuola non c'è. Nel senso che i genitori non ci mandano i figli. Della serie: non gliene frega una mazza. Anche da noi molti bambini e ragazzini sono spronati al lavoro minorile e quindi non gli è data la possibilità di poter, forse, un giorno, avere un lavoro migliore.
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