(Da: www.freewebs.com)L'inquietudine è come quei sogni che galleggiano con la consapevolezza di non riuscire ad acciuffare altro che sensazioni confuse. E' uno stato d'animo sospeso nell'infinito.
La faccenda è più che mai attuale perchè da un lato l'inquietudine è la condizione di chi non si sente mai appagato e tende a fare e a pretendere di meglio. Dall'altro lato è un approccio che si basa su aspettative falsate, quelle di una società malata di perfezionismo e nello stesso tempo superficiale e cialtrona.
L'inquieto ha anche i suoi lati positivi: si mette continuamente in discussione, avverte quella costante insicurezza che ha come conseguenza la creatività. per fare qualcosa di creativo non ci si può conformare, nè sentire sicuri.
C'è poi l'inquietudine perversa, è quella che porta a cercare il consenso a tutti i costi, lì si fanno i disastri.
il vero inquieto si vuole bene ed è molto ottimista anche se, ovviamente, si logota, come corresse sempre i 100 metri.
Nella nostra società ci sono un'inquietudine buona e una culturalmente malata. La prima è declinabile come esercizio di un dubbio che ci fa vivere meglio e spostare i limiti più in là, a vantaggio della conoscenza. La seconda invece è quella che cade nel dubbio ad oltranza.
Ci sono stati tre giorni dedicati a chi si sente felicemente senza requie nell'anima. Dopo 12 anni di vita il Circolo degli Inquieti ha deciso di dedicare al tema una kermesse che ha chiamato "Festa dell'Inquietudine" che si è svolta a fine maggio a Finale Ligure Borgo (Savona). Nell'occasione è stato assegnato il premio "Inquieto dell'anno" a Milly e Massimo Moratti, nonostante lo scudetto.
Ecco, qui in Toscana una cosa del genere si chiama "palletico", chissà se è la stessa cosa... :o)
L'inquieto che non sta mai fermo, manco quando dorme, quello caricato "a chiavetta" che vorresti fermare togliendo le pile. E che ti mette addosso l'ansia solo a guardarlo. :o(
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