
Nata cent'anni fa e morta da più di venti, è la madre di tutte le donne moderne in lotta per il riconoscimento del loro valore, ribelli agli stereotipi, alle scelte obbligate, sensibili.
Stanche di essere considerate "l'altro", rispetto all'identità maschile, cittadine di serie "B". Il su libro "Il secondo sesso", del 1949, era diventato la Bibbia delle ragazze degli anni 70. Lì dimostra che "femmine" non si nasce, si diventa, che finchè si è oggetto e non soggetto, natura e casta inferiore, non si sarà mai libere, mai sicure ed orgogliose di sè al punto di diventare creatrici e non soltanto procreatrici. Questo libro fu messo all'indice dal Vaticano nel 1956, uscito in Italia nel 61.
Questo libro fa sorgere alcune domande: "Perchè devo essere bella e i maschi no?", "Perchè la mia intelligenza non conta e la loro sì?", Perchè dobbiamo essere scelte e loro scelgono?", "Perchè loro possono essere forti e noi dobbiamo essere deboli?", "Perchè se non mi scelgono, e perciò non divento madre e moglie, sono un fallimento?".
Questo libro dà le risposte a queste domande e scopre l'origine di queste paure. Simone, figlia della buona borghesia francese, racconta nella sua autobiografia "Memorie di una ragazza per bene" la sua educazione di classe, parlava di sè ma anche di altre, di tutte le "ragazze per bene" educate all'ipocrisia, alla dipendenza, all'egoismo.
Compagna (mai sposata) di Jean-Paul Sartre, impegnata nelle battaglie della sinistra, libera di viaggiare, di amare altri uomini, ma soprattutto di amare sè stessa, di mettersi al centro.
Nell'ultimo libro "La terza età" descrive il suo orrore per la vecchiaia. Aveva il terrore dell'età che avanzava. Questa paura è soprattutto delle donne , è la riprova che non abbiamo ancora vinto. Che non siamo ancora come loro. Capaci di amare noi stesse, anche se lo sguardo degli uomini non ci sceglie più.
>o<
Bè, a me non me ne frega un granchè. Questa paura ce l'ha chi cerca conferme di sè stessa negli occhi maschili. Io guardo esattamente all'opposto. Ma io non sono nata 100 anni fa...
wow tama, domani corro a comprare questi libri. (scusa l'ignoranza). la conoscevo ma in quanto compagna di sartre....azz
RispondiEliminacondivido il suo pensiero. io sono esattamente cosi, anche se non sempre mi riesce. ma tendo ad essere una donna di quel tipo, semplicemnte e molto faticosamente "libera". libera dagli schemi sociali, morali che siano di natura maschili o femminili.
che dire ai miei tanti adorati uomini?? ops, non posso qui, magari te lo scrivo in pvt ;-)
l'età ci cambia un casino ed io sono contenta ora di non essere piu così tanto dipendente da loro, dai loro schemi, da come ci vorrebbero.
se non vogliono guardarci, girino pure la testa dall'altra parte...
la bellezza sta nell'ascoltare una persona e non solo guardarla.
allora siamo in due tama ad avere una testa di "100 anni fa"...ma chi c'ammazza e poi chi se ne frega,!
bellissimo il post, 100 e lode
lara
@ SoleVittoria: Sono felice di averti dato informazioni utili per la lettura! :o)
RispondiEliminaSapevo che la pensavi così, anche se ci conosciamo da poco.
Sì, è meglio che sugli adorati maschietti mi scrivi un pvt...ci buttassero fuori. Ahahah!
Gli schemi sociali servirebbero a fare "ordine" nel disordine dei pensieri individuali. Se ognuno sta al suo posto, le caselle son tutte piene... :o(
Invece, per me, il pensiero civile fuori dagli schemi prefissati è indice di movimento ed intelligenza. In genere chi si rifà a stereotipi precostituiti non ha grande autonomia e fantasia. Questo porta proprio ad un decadimento e ad un'involuzione di tutta la società. Questo, però, ha un prezzo. Ma lo vale tutto.
Mi piace "l'età cambia un casino". E' verissimo. Chi, come te, sfrutta l'esperienza per vivere il presente ed il futuro, può godere della saggezza dell'età. Vuol dire che ha imparato e che le passate vicende sono davvero servite a qualcosa. Chi non cambia, non ha vissuto e capito.
Anche tu sei un'ascoltatrice? Pure io. Nonostante scriva molto, parlare non è il mio forte, ma ascoltare sì. :o)
In effetti ci assomigliamo. Tu sei una donna che vive nel mondo però, io vivo nel mio mondo, con scarsi rapporti sociali. Come la monaca di Monza. ;o)
Come vedi, pur con vite ed età diverse, molte persone arrivano allo stesso punto partendo da tutt'altra parte.
Eggà, ma chi c'ammazza.
Grazie per i complimenti, Lara. :o)
Un abbraccio, buon week end!