giovedì 1 settembre 2016

I Penati

Tavola calda a Pompei - Il genio della casa con i Lari e i Penati,
con Mercurio a sinistra e Bacco a destra.
foto di wikipedia.org



Dal latino "penus", ripostiglio delle provviste.
Divinità domestiche dell'antica religione romana, erano il simbolo stesso della famiglia. Ogni famiglia venerava i propri penati e ne trasmetteva il culto per eredità insieme ai beni patrimoniali.
I Penati, forse in origine le effigi dei capostipiti (poi fissati in immagini di divinità gentilizie) venivano venerati e conservati nella parte più interna della casa che serviva anche da dispensa. Il loro culto prevedeva sacrifici sia quotidiani sia occasionali. Oltre ai Penati delle singole famiglie esistevano anche i Penati pubblici ossia i Penati dello Stato romano che si facevano risalire a Troia, quando si impose il mito delle origini troiane di Roma. I Penati pubblici erano venerati a Roma (in un tempio sulla Velia) e forse nel tempio di Vesta. Quando i consoli entravano in carica era previsto un sacrificio. I Penati pubblici sono identificati con i Dioscuri.
Erano simili agli angeli custodi del cristianesimo, il loro culto era connesso a quello di Vesta (dea del focolare domestico) la cui influenza è rivolta alle are e ai focolari poichè a lei spetta la tutela dell'intimità. E' sempre l'ultima a essere invocata e a ricevere sacrifici. Non molto diversa è la funzione dei Penati.

2 commenti:

  1. Escludendo quelli pubblici, mi piace l'idea di queste divinita' della famiglia e della casa :o) Anche se il culto era uguale per tutti, i personaggi cambiavano perche' ognuno aveva i propri ;o) Per avere protezione molti si raccomandano alle anime dei defunti ... e questi alla fine lo erano anche se il soggetto che li adorava non li aveva mai visti in vita perche' avi degli avi :o)

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  2. @ZeN: Sì, avevano i propri "angeli protettori" personali e ascendenti. Era tutto "fatto in casa" e anche se non li conoscevano, sicuramente avranno sentito parlare di loro. :o)

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