
(Da: ri-trovarsi.myblog.it)
Sono le cosiddette "professioni cognitive": pubblicitari, creativi web, traduttori, archeologi, architetti, avvocati.
E quelli che le praticano hanno la partita Iva.
Alcuni sono benestanti, ma molti guadagnano meno di un operaio, hanno gli stessi obblighi dei dipendenti senza godere di ferie, contributi, permessi. E sono licenziabili in tronco. La Finanziaria recentemente approvata li ha messi in ginocchio.
Finora, chi fatturava meno di 30mila euro l'anno pagava una cedolare secca del 20%: inglobava tutte le tasse e non obbligava a emettere fattura. Ora la cedolare è passata al 5%, ma solo per chi ha iniziato l'attività negli ultimi 5 anni.
Gli altri saranno assogettati a un regime ordinario, con un onere aggiuntivo stimato tra il 6 e il 9%.
Morale: per agevolare 50mila partite Iva se ne danneggia mezzo milione.
lunedì 1 agosto 2011
I lavoratori in regime di Iva
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
.... e sono anche quelli che avranno grandi difficolta' per la pensione . Escluso i grandi professionisti affermati ..... chi lavora poco sara' veramente tartassato
RispondiElimina.... e sono anche quelli che avranno grandi difficolta' per la pensione . Escluso i grandi professionisti affermati ..... chi lavora poco sara' veramente tartassato
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Di loro non si parla mai. Eppure (insieme a piccolissimi commercianti) sono tanti. E' il popolo trasparente di chi non ha "corporazioni" a difenderli, perchè non servono in questi casi. L'unica protesta sarebbe allo Stato. E quando mai lo Stato ascolta?
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: Di loro non si parla mai. Eppure (insieme a piccolissimi commercianti) sono tanti. E' il popolo trasparente di chi non ha "corporazioni" a difenderli, perchè non servono in questi casi. L'unica protesta sarebbe allo Stato. E quando mai lo Stato ascolta?
RispondiElimina