
(Da: static.guim.co.uk)
Il 9 luglio, dopo una guerra civile durata 22 anni e costata la vita a 2milioni di persone, il Sud Sudan è diventato il più giovane Stato indipendente al mondo, dopo il referendum dello scorso gennaio che ha sancito la secessione dal Nord.
I festeggiamenti per l'indipendenza nella nuova capitale del Sud, Juba, hanno lasciato molta frustrazione agli abitanti delle Nuba. In base agli accordi di pace del 2005, il Sud Kordofan (il nome di questa regione) ricade sotto la giurisdizione del Nord: sono stati svenduti al tavolo delle trattative, traditi dal Sud. Gli abitanti delle Nuba hanno deciso di impugnare ancora una volta le armi e di sfidare un nemico che conoscono bene: il governo del dittatore al-Bashir, ritenuto responsabile del sottosviluppo, delle discriminazioni e delle violenze subite per secoli dalle locali popolazioni per mano delle tribù arabe.
I ribelli delle Nuba, guidati da quello che resta dell'ala locale del Spla (Sudan People's Liberation Army), sono decisi a marciare sulla capitale per rovesciare l'attuale governo e instaurare la democrazia in Sudan, esattamente come i "colleghi" libici. Per riuscirci cercano un'allenza con i ribelli del Darfur e chiedono alla comunità internazionale l'imposizione di una no-fly zone che impedisca a Khartoum di continuare i bombardamenti. Quanti dovranno morire perchè l'Onu si decida a intervenire? Il conflitto nelle Nuba ha già provocato 75mila sfollati e un numero imprecisato di morti. Le ostilità sono iniziate il 5 giugno, quando l'esercito sudanese ha occupato Kadugli, capitale delle Nuba, impossessandosi delle città principali e rastrellando la popolazione civile, prima di passare per le armi i membri del Spla e i loro familiari. Ogni giorno gli Antonov e i Mig dell'esercito attaccano i villaggi e le postazioni del Spla, costringendo la popolazione, soprattutto donne e bambini, a rifugiarsi sulle montagne.
Più che le bombe e le violenze, sono le campagne di arabizzazione forzata, condotte periodicamente da Khartoum dopo l'indipendenza, ad aver lasciato cicatrici che non potranno mai guarire. A scuola si poteva parlare solo l'arabo, tutte le lingue africane erano proibite. Se qualcuno veniva beccato a parlarle veniva fustigato e costretto a portare l'immagine di un asino appesa alla schiena. L'unico modo per togliersela era trovare un altro compagno che facesse lo stesso errore e denunciarlo.
I vertici dei ribelli sono ottimisti: da Khartoum arrivano combattenti ragazzini, che hanno appena finito la scuola. E' un segno di come le loro forze siano ridotte al limite.
"Vinceremo, non ci sono dubbi"
martedì 26 luglio 2011
Sudan. Sulle Montagne Nuba ...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
purtroppo e' l'emblema, oltre che della dittature, di come si puo' ridurre un paese in cui non riescono a convivere pacificamente religioni e etnie.. . Speriamo che al piu' presto finiscano gli spargimenti di sangue
RispondiEliminapurtroppo e' l'emblema, oltre che della dittature, di come si puo' ridurre un paese in cui non riescono a convivere pacificamente religioni e etnie.. . Speriamo che al piu' presto finiscano gli spargimenti di sangue
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: L'Africa è in subbuglio. I popoli sono stufi di dittatori e affini. Sono stufi di essere sfruttati, violentati, uccisi, imprigionati. Sono stufi di morire di fame. A questo, si uniscono faide fra tribù e bambini-soldati rapiti e violentati. Vogliono respirare, vivere. Mi sembra giusto e sacrosanto. Il prezzo da pagare è altissimo, in tutti i sensi. E senza un risultato certo. Non resta che sperare...
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: L'Africa è in subbuglio. I popoli sono stufi di dittatori e affini. Sono stufi di essere sfruttati, violentati, uccisi, imprigionati. Sono stufi di morire di fame. A questo, si uniscono faide fra tribù e bambini-soldati rapiti e violentati. Vogliono respirare, vivere. Mi sembra giusto e sacrosanto. Il prezzo da pagare è altissimo, in tutti i sensi. E senza un risultato certo. Non resta che sperare...
RispondiElimina