
(Da: philippecharpentier.net)
Scultore nato a Torino nel 1858 e morto a Milano nel 1928. Di vocazione precocissima, lasciò gli studi ed entrò in una bottega di un marmorario. Nel 1882 si iscrisse ai corsi di nudo e di scultura dell'Accademia di Brera, dalla quale venne espulso per essersi ribellato ai metodi d'insegnamento caldeggiando l'introduzione di modelli viventi.
Il suo verismo artistico si confermò nelle sue prime sculture, tra il 1882 e il 1883: El cantant a spass, Il bersagliere con la morosa sotto il lampione, Lo scaccino, La portinaia, Gavroche, Carne altrui. I suoi soggetti sono personaggi del popolo minuto. La sua caratteristica maniera di impostare il discorso plastico abbandona ogni monumentalità e ogni effetto statuario, elimina i contorni e le superfici definite, traducendola in cera, gesso o bronzo, in materiali trasparenti, leggeri o morbidamente fusi. Gli originali si trovano in gran parte al Museo Medardo Rosso di Barzio, altre versioni nelle Gallerie d'Arte Moderna di Roma e Milano.
Si tratta in sostanza dell'applicazione alla scultura dei principi della pittura impressionista, coi quali Rosso fu a contatto in occasione di un viaggio a Parigi nel 1884, in cui fu in rapporti con Rodin e Degas. Tornato in Italia eseguì gruppi per cimiteri, e opere come l'Età dell'oro, La grande rieuse, Bimbo all'asilo dei poveri, Ecce puer. Opere che appaiono ricche di felici anticipazioni che, per la loro unità fra forme e spazio, esercitarono una notevole influenza su Boccioni e sulla pittura futurista.
giovedì 28 luglio 2011
Medardo Rosso
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E' lodevole inoltre la capacità che ha di rappresentare i soggetti in una atmosfera, cosa fino ad allora mai vista in scultura. I contorni indefiniti emergono da una sorta di nebbia impressionista, che lascia estasiato l'osservatore.
RispondiEliminaE' lodevole inoltre la capacità che ha di rappresentare i soggetti in una atmosfera, cosa fino ad allora mai vista in scultura. I contorni indefiniti emergono da una sorta di nebbia impressionista, che lascia estasiato l'osservatore.
RispondiEliminaprima di commentare ho fatto una googlata per vedere altre sue opere . Come sai amo la scultura, anche se come al solito non ci capisco nulla , e pur considerando belle le sue creazioni, prediligo quelle classiche . Linee precise, decise .... si si si!
RispondiEliminaprima di commentare ho fatto una googlata per vedere altre sue opere . Come sai amo la scultura, anche se come al solito non ci capisco nulla , e pur considerando belle le sue creazioni, prediligo quelle classiche . Linee precise, decise .... si si si!
RispondiElimina@ OleaLagos: Le sue opere sono uniche. Per me, che adoro gli Impressionisti, è l'ampliamento di un'idea dello spazio e della luce che fu nei loro sguardi e sulle loro tele. Emozioni che travalicano le forme.
RispondiElimina@ OleaLagos: Le sue opere sono uniche. Per me, che adoro gli Impressionisti, è l'ampliamento di un'idea dello spazio e della luce che fu nei loro sguardi e sulle loro tele. Emozioni che travalicano le forme.
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: E' più facile all'occhio ammirare forme precise, come fosse una foto del soggetto. Medardo, ma anche il Michelangelo maturo che scolpì la Pietà Rondanini, non danno una "fine" ai corpi, un confine preciso, ma lo fanno uscire da una "nebbia". Questo "dilata" l'opera tutt'intorno a sè. Dà più drammaticità alla rappresentazione. E' proprio come diceva lui: "Le sculture sono già dentro il marmo, io le estraggo solamente".
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: E' più facile all'occhio ammirare forme precise, come fosse una foto del soggetto. Medardo, ma anche il Michelangelo maturo che scolpì la Pietà Rondanini, non danno una "fine" ai corpi, un confine preciso, ma lo fanno uscire da una "nebbia". Questo "dilata" l'opera tutt'intorno a sè. Dà più drammaticità alla rappresentazione. E' proprio come diceva lui: "Le sculture sono già dentro il marmo, io le estraggo solamente".
RispondiElimina..... forse hai ragione .... per apprezzarle veramente bisognerebbe guardarle con occhio meno 'geometrico' ...... ascoltando invece le sensazioni che danno .... . ho capito .... ?
RispondiElimina..... forse hai ragione .... per apprezzarle veramente bisognerebbe guardarle con occhio meno 'geometrico' ...... ascoltando invece le sensazioni che danno .... . ho capito .... ?
RispondiElimina@ ZENITeNADIR: E la vedo dura! Ahahaha! Tu applichi la geometria ovunque, e per qualunque cosa. Non mi meraviglierei se piegassi i panni usando la squadra ...
RispondiEliminaA parte gli scherzi, è tutta una questione di come ti poni davanti a un'opera d'arte. Non devi valutare il grado di "veridicità" della realizzazione, ma la sensazione che complessivamente ti dà. Le emozioni che ti trasmette. Per poterlo fare, devi "spogliarti" dei tuoi parametri fissi, e lasciarti andare come tu stessa fossi una pagina vuota, aperta a qualsiasi scrittura.
@ ZENITeNADIR: E la vedo dura! Ahahaha! Tu applichi la geometria ovunque, e per qualunque cosa. Non mi meraviglierei se piegassi i panni usando la squadra ...
RispondiEliminaA parte gli scherzi, è tutta una questione di come ti poni davanti a un'opera d'arte. Non devi valutare il grado di "veridicità" della realizzazione, ma la sensazione che complessivamente ti dà. Le emozioni che ti trasmette. Per poterlo fare, devi "spogliarti" dei tuoi parametri fissi, e lasciarti andare come tu stessa fossi una pagina vuota, aperta a qualsiasi scrittura.